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Da oggi sul Delos Store è disponibile l’e-book della prima delle “Cronache di Murgo il Ramingo”.

Il romanzo, lo ricordiamo perché nessuno indugi o si spaventi, è del tutto autoconclusivo, dato che il personaggio che fa da collante alla serie appare solo in forma di osservatore a distanza descrivendo i caratteri generali delle genti, in questo caso il Popolo del Sole, che incontra nei suoi viaggi e che saranno i veri protagonisti delle storie.

Vi regaliamo un piccola anticipazione con la quale speriamo di incuriosirvi. Il romanzo si apre con la trascrizione del brano più importante di un testo della tradizione del Popolo del Sole.

 

… ed è scritto che per mille anni la Città del Sole sorgerà nel luogo indicato dall’Agnello, fino al disseccarsi della sorgente.

Allora sarà designato un nuovo Agnello e il Vul Dulak verrà vestito con la pelle del Serpente di Fuoco e i due verranno mandati nel deserto, legati l’uno all’altro.

L’Agnello indicherà il luogo della nuova Città del Sole e il Vul Dulak ne reciderà la vita affinché dal suo sangue sgorghi una nuova sorgente.

Ma ben peggiore sarà il destino del Vul Dulak. Per quaranta giorni egli sarà tenuto prigioniero in una gabbia, esposto alla furia di Vebrah nonché all’odio e al disprezzo degli uomini, poi sarà sepolto sotto il Palazzo del Sole per sostenere la fonte cui l’Agnello ha dato vita.

… ed è scritto che la stirpe dei re doni il suo sangue per la rinascita di Città del Sole.

Dal “Libro del Rinnovamento”

 

La si potrebbe definire una profezia, ma a noi questo termine non piace; si tratta più di una “istruzione per l’uso”. Città del Sole vive isolata nel deserto e deve la sua vita alla fonte sulla quale è stata costruita. Un giorno questa fonte, come tutte, si disseccherà e il Libro del Rinnovamento dice al popolo che cosa accadrà quel giorno, anzi di più: che cosa andrà fatto.

In questo testo però c’è molto di più. Il Popolo del Sole si è rifugiato nel deserto per creare una società ideale, priva di violenza. Tutti gli abitanti di Città del Sole sono stati educati a rifiutarla radicalmente, mentre il Libro del Rinnovamento dice che qualcuno dovrà usarla per uccidere qualcun altro, e che questa violenza sarà l’atto fondativo della nuova Città. Un membro del Popolo del Sole dovrà smettere di essere ciò che è e diventare qualcosa di diverso: un demone odiato e disprezzato da tutti, il Vul Dulak.

Ma perché questo accada è necessario che sia vestito con la pelle del Serpente di Fuoco.

Sia detto per inciso, Vebrah è il Sole.

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Ci siamo quasi. Il serpente di fuoco è ufficialmente apparso sullo store di Delos Digital (nonché su Amazon), come “in uscita” martedì 24 maggio al prezzo di 3,99€.
Ora avete il privilegio di vedere tutta la copertina.

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Come accennato nel precedente post, la foto della copertina proviene da uno scatto originale effettuato in un viaggio di Sara in Namibia. La fotografia, il fotoritocco e l’immagine del serpente che compongono la copertina sono di Stefano Paolini che approfitto per ringraziare due volte perché, oltre a questo prezioso lavoro di grafica, ci ha anche dato una mano con il sito.
Volevamo inoltre segnalare che da oggi è attiva anche la pagina facebook specifica de “Le cronache di Murgo il Ramingo” che per ora, essendo l’unica cronaca pubblicata, si occuperà a tempo pieno de “Il serpente di fuoco”.
Siete tutti invitati a mettere mi piace!

 

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Prosegue il conto alla rovescia per la pubblicazione de Il Serpente di Fuoco (ISdF, come lo chiamiamo noi) e ovviamente tutti i nostri pensieri ne sono catalizzati.

Namib - Serpente di Fuoco

Oggi abbiamo deciso di mostrarvi un pezzetto della copertina. La foto che fa da sfondo è stata scattata in un viaggio di Sara in Namibia e vi anticipa l’ambientazione in cui si svolgerà la storia: il deserto. Un luogo che non si limiterà a fare da sfondo alle vicende dei nostri personaggi, ma che per la sua natura estrema detterà ritmi, regole fino a diventare esso stesso protagonista.

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Mancano

giorni alla pubblicazione de "Il serpente di fuoco". Per scaldare un po' l'atmosfera ecco in anteprima il riassunto della trama che accompagnerà il libro sui web-store.

Per mille anni il Popolo del Sole ha vissuto isolato nel deserto rifiutando la violenza del mondo, ma ora la sorgente che gli ha garantito pace e prosperità minaccia di disseccarsi.

Solo un antico rito può salvare Città del Sole. Sono necessari un sacrificio e un assassino: il sangue del primo farà sgorgare l’acqua e la punizione del secondo terrà in vita la sorgente per i prossimi mille anni. Ma per resistere ai tormenti che lo attendono, l’assassino deve essere vestito con la pelle del Serpente di Fuoco, un animale mitico che nessuno a memoria d’uomo ha mai visto.

Amber ha quindici anni e non è mai uscita dal palazzo cisterna che fornisce acqua alla città, il suo compito è curare il Giardino dell’Ombra, un orto officinale attraverso cui il Re, suo padre, cura le malattie del popolo. Dammar è un esploratore, passa la maggior parte del tempo a verificare i confini del deserto per sincerarsi che nulla disturbi l’isolamento del Popolo del Sole e coltiva in segreto un’amicizia che va contro le leggi della sua gente. Amber e Dammar non si conoscono, ma il disseccarsi della sorgente li condanna a essere sacrificio e assassino, un destino a cui pare impossibile sfuggire. Ma se nessuno ha mai visto il Serpente di Fuoco, sarà davvero necessario completare il rito per salvare Città del Sole?

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La decisione di aprire questo blog si lega al fatto che il 24 maggio uscirà per Delos Digital il primo libro della serie “Le cronache di Murgo il Ramingo”, un romanzo autoconclusivo che si intitola “Il serpente di fuoco”.
Potete già leggere qualcosa riguardo a Murgo nel menù a lato, e molto vi parleremo de "Il serpente di fuoco" strada facendo. Per non dire del fatto che ovviamente potrete sapere tutto (o quasi) leggendo il romanzo non appena sarà disponibile.

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Questo post in particolare però dovrebbe servire a chiarire perché abbiamo aperto un blog intitolato Mekbuda/Mesbuta piuttosto che costruire uno spazio che si richiamasse direttamente alla serie.
Sia io che Sara in passato abbiamo tenuto un blog personale (il mio si chiamava “Melted dog”, il suo “Creatura incostante”), nati e morti a poca distanza l’uno dall’altro, hanno totalizzato all’incirca tre anni e mezzo di vita ciascuno.
Tenere un blog però, specialmente se lo si fa da soli e si ha la pretesa di scrivervi contenuti originali di qualche qualità, è un impegno non indifferente, eppure la voglia di condividere un’idea, un sentimento, un film, un libro, un luogo, reale o immaginario che sia, non è mai venuto meno.
Per questo, con l’intento di spartire gli oneri e mettere a fuoco meglio gli argomenti, abbiamo deciso di riprovarci.
Che sia un lungo e buon viaggio!

 

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