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Oggi vi presentiamo Amber, la seconda protagonista del romanzo, pubblicando una parte del secondo capitolo che si svolge dal suo punto di vista. I fatti qui narrati, si svolgono in contemporanea (anzi poco dopo, ma comunque non c'è intersezione tra i due capitoli) agli avventimenti del primo capitolo che ha per protagonista Dammar.
Buona lettura!

Amber aprì l’occhio destro con pigra irritazione.
Il possente Vebrah, filtrando attraverso le tende che oscuravano la piccola finestra quadrata della sua stanza, l’aveva raggiunta nell’angolo più lontano del suo giaciglio e le pizzicava le gambe. Questo significava che l’ora era ormai tarda e non poteva sottrarsi oltre all’incombenza di alzarsi.
Sospirò e con lentezza si sedette sul bordo del letto. Accanto al catino per l’acqua Uncaria le aveva lasciato una tazza di latte di dromedario, un piccolo pane e una ciotola con alcuni fichi d’india già sbucciati. La principessa sospirò, avrebbe preferito un altro frutto, una banana o qualche fetta d’ananas, l’ancella sapeva che i fichi d’india l’attraevano ben poco: decise che li avrebbe lasciati dov’erano.
Si rinfrescò il viso e il collo con l’acqua del catino, poi si dedicò al latte e al pane. Come ogni giorno appena alzata aveva la sensazione che non sarebbe riuscita a deglutirne nemmeno un boccone, invece dopo il primo morso si scoprì affamata e lo finì in pochi istanti.
namibia_b0050_modRinfrancata dalla colazione, indossò una tunica chiara e imboccò la porta delle sue stanze. Sulla soglia si fermò indecisa, le seccava ammetterlo ma aveva ancora fame. Sbirciò i fichi di sghembo, erano rossi, maturi e ancora lucidi del loro succo. Dopotutto, pensò, la sua protesta del cibo poteva attendere un altro giorno.
Prese i fichi e si affrettò fuori dalla camera.
Il Palazzo del Sole aveva la forma di una gigantesca ciambella di quinoa al miele. Le mura esterne dominavano la città, ma a eccezione del Padiglione della Cura, alloggiavano solo pochi corridoi di osservazione. Le stanze di Amber e degli altri abitanti del Palazzo guardavano invece al perimetro interno, un grande pozzo circolare in fondo al quale era adagiato il Giardino dell’Ombra. Sette piani di camminamenti conducevano dalle stanze del Re fino al giardino.
In tutto il Palazzo vivevano appena una decina di persone, ed erano le uniche che la principessa avesse mai conosciuto nei suoi quindici anni di vita. C’erano, certo, i fuggevoli incontri con gli Speziali, con i Maestri della Pietra e con i popolani nel Padiglione della Cura, ma con nessuno tra loro scambiava mai più di una parola.
Amber rivolse lo sguardo verso il cielo, Vebrah risplendeva abbagliante come ogni giorno e di lato un piccolo sbuffo di garza bianca decorava solitario l’azzurro sconfinato. La principessa sorrise, se fosse stata una persona superstiziosa avrebbe interpretato quel raro evento come il presagio di una giornata eccezionale.
Prese verso destra in direzione delle scale, Uncaria di certo l’attendeva nel Giardino dell’Ombra, e con la calura che cresceva non vedeva l’ora di raggiungerla.
Al piano sottostante deviò verso la scala più lontana per aggirare le stanze di Jasper, il figlio del Magistrato alle Acque. Si sentiva ormai fuori pericolo quando una voce la chiamò dall’altro lato del pozzo.
– Amber aspettami! – strillò il ragazzo scorgendola da lontano.
Amber si fermò contrariata. Jasper aveva un anno più di lei e fin da bambino studiava per prendere il posto del padre. Non era un cattivo ragazzo, ma non pareva mai rendersi conto di quando lei era stanca della sua compagnia.
– Buongiorno – la salutò trafelato.
– Buongiorno, Magistrato – rispose lei con finta deferenza.
– Non sono ancora Magistrato, Principessa – rispose Jasper, quasi che lei non lo sapesse.
–Scusami Jasper, ma oggi non ho tempo per chiacchierare, ieri abbiamo legato le orchidee di mezzanotte e sono ansiosa di vedere il risultato – cercò di defilarsi.
– Scendiamo insieme per un pezzo, mi hanno appena convocato alle cateratte.
Oggi ho proprio tutte le sfortune.
– Si sono intasate di nuovo le tubazioni? – domandò.
– So solo che è suonata la campanella nella mia stanza. Tre sequenze di rintocchi.
– Una convocazione urgente! Che cosa sarà mai successo? – sdrammatizzò lei.
Jasper si strinse nelle spalle senza replicare, Amber scorse un velo di preoccupazione sul suo volto. Mentre un’altra rampa di scale li portava un piano più sotto, fra loro cadde un silenzio inaspettato. La principessa studiò l’altro di sottecchi: allampanato e dall’andatura caracollante, denti sporgenti e naso piatto, Jasper non era ciò che Amber avrebbe definito un bel ragazzo. Non che ne avesse conosciuti molti, in ogni caso.
Il suo silenzio però la turbava. Al contrario del padre, che si interessava solo di scienza idraulica, Jasper leggeva molto, e non mancava mai di tediarla con disquisizioni interminabili. A volte aveva l’impressione che tutto quel parlare fosse un goffo tentativo di corteggiarla. Naturalmente ciò non aveva senso: secondo la tradizione la linea di successione del Magistrato alle Acque e quella dei regnanti non si potevano intersecare. Lei era destinata a sposare un popolano, probabilmente un Maestro della Pietra.
Amber scosse il capo contrariata. Tutto quell’ossequio nei confronti di una polverosa tradizione le pareva così assurdo! Per quale motivo non poteva essere libera di sposare Jasper, se lo avesse voluto? Non che lo volesse, ovviamente.
Alle loro spalle si udì un passo strascicato, Amber non si voltò nemmeno a guardare, sapeva già di chi si trattava: il suo umore peggiorò ulteriormente.
Quella donna mi sta di nuovo seguendo.
All’improvviso sentì l’esigenza di riprendere la conversazione. – Suvvia Jasper non preoccuparti, prima ho visto una nuvola in cielo, non può essere nulla di grave.
– L’ho vista anch’io – dichiarò l’altro. – Ma tu non credi a queste cose, giusto?
– Infatti. Saranno di certo notizie pessime – lo punzecchiò.
Jasper non raccolse e la principessa era già pronta a chiedere indietro la versione ciarliera del suo amico, quando giunsero al bivio per le cateratte. Una scalinata stretta e buia si gettava nelle profondità del Palazzo e venti gradini più sotto si concludeva contro una porta chiusa a chiave. Amber era stata soltanto una volta in quel regno misterioso, ed era talmente piccola che non avrebbe saputo dire quante delle immagini nella sua mente fossero frutto di ricordi e quante di fantasia.
– Io scendo di qua – affermò Jasper rimarcando l’ovvio.
– Buona giornata – rispose Amber.
– Anche a te – concluse lui, ma non fece cenno di imboccare la scala. La principessa stava per riprendere il cammino, quando spuntò la donna. Era un fagotto piccolo e grigio raccolto in una veste informe, un volto rubicondo su cui erano piantati dei radi capelli bianchi.
Amber la affrontò con piglio. – Che cosa ci fai, qui?
Per tutta risposta la donna mise in mostra un sorriso ebete e sdentato e protese verso di lei un piccolo fiore appassito, biascicando sillabe incomprensibili.
– Smettila di seguirmi e torna nelle tue stanze! Non ho tempo per te, oggi! – la rimbrottò.
La principessa mosse due passi minacciosi e l’altra batté in ritirata lasciando cadere il fiore.
– Dovresti controllarti meglio – la rimproverò Jasper.
Amber si sentì avvampare di vergogna. Fin da bambini al popolo di Città del Sole veniva insegnato che la rabbia era il primo passo verso la violenza. Lei però non era mai stata brava a dominare quel che provava. Spesso faticava persino a nasconderlo. – Mi segue di continuo – si giustificò.
Il ragazzo superò Amber e raccolse il fiore. Cercò di tenerlo dritto, ma era avvizzito senza speranza. – Voleva essere gentile, ti aveva portato un fiore.
– Lo fa un giorno sì e uno no – tagliò corto Amber. – Vorrebbe che la portassi nel Giardino dell’Ombra.
– E perché non lo fai?
– L’ho fatto qualche volta, ma devo tenerla sempre sott’occhio. Il mese scorso l’ho lasciata sola un momento e si è messa a strappare gli astracolli. Ci avevo messo tutta la mattinata a pulirli dalla muffa verde.
– È un anno che lotti con la muffa verde degli astracolli, forse estirparli e piantarne dei nuovi poteva essere una buona idea – suggerì Jasper.
– Forse – concesse Amber plumbea, – ma sono io la responsabile del Giardino dell’Ombra, devo essere io a decidere, non lei.
Jasper annuì remissivo. – Devo andare – mormorò, e si allontanò.

Il Giardino dell’Ombra era stato costruito al livello del suolo. Dal piano più basso del palazzo una lunga scalinata conduceva a un piccolo ballatoio da cui era possibile osservare il lago di acqua cristallina punteggiato di vasche e isolotti collegati da ponticelli di pietra.
A metà della scalinata principale, un passaggio dava accesso a una balconata circolare dove erano invasate decine di Ficus Eliofili che filtravano la luce del sole proteggendo le più delicate tra le piante sottostanti.
Amber spuntò sul ballatoio e si prese alcuni istanti per dare un’occhiata al giardino nel suo complesso. Amava quel luogo più di ogni altro nel Palazzo. Ogni scusa era buona per passarvi del tempo, anche pulire a una a una le foglie degli astracolli dalla muffa verde con l’acqua sulfurea.
Un movimento in una delle vasche più lontane la informò della presenza di Uncaria, l’ancella sollevò la testa e le si fece incontro di buon passo.
Amber scese l’ultima rampa con lentezza, l’altra la raggiunse sull’ultimo gradino. – Principessa, le orchidee non si sono dischiuse! – la accolse con voce trafelata. Avevano passato tutto il pomeriggio precedente a legare le foglie di un’orchidea su due per sollecitarne la fioritura, Amber si era occupata del lato alla sinistra della scala, Uncaria del destro.
– Ho visto – confermò Amber. In realtà alcune orchidee nelle vasche di sinistra si erano schiuse, ma il risultato era comunque deludente.
Tu le avrai legate troppo strette, come sempre.
Sapevano entrambe che l’ancella era assai meno tagliata della principessa per la cura del Giardino, non c’era motivo di rimarcarlo.
– Non devi preoccuparti, è probabile che si schiudano domani notte, o quella dopo. Facciamo due passi, forse capiremo che cosa non ha funzionato.
Amber camminò in silenzio attraverso il primo dei ponticelli e poi si diresse verso le vasche a sinistra. Le orchidee di mezzanotte germogliavano nella terra pregna d’acqua e poi, appena il loro fusto si innalzava di pochi pollici, le loro vasche venivano inondate. Ogni pianta faceva un unico  fiore che sbocciava nottetempo e viveva appena un paio di giorni. Dopo essere stato essiccato se ne ricavava un decotto dalle proprietà analgesiche ed euforizzanti che veniva somministrato ai bambini durante il rito della Scottatura.
Amber osservò due vasche poi si chinò sulla terza e vi immerse la mano. – C’è poca acqua – sentenziò. Uncaria giunse le mani, sul suo volto si disegnò un’espressione costernata.
Amber scosse il capo, l’ancella aveva quasi vent’anni, ma a volte le pareva una bambina. – C’è anche poco ricircolo, l’acqua si sta scaldando – aggiunse.
– Che cosa possiamo fare? – domandò l’altra con un senso di allarme. – Il rito della Scottatura è tra meno di dieci giorni, come faremo se le orchidee non fioriscono in tempo?
– Prepareremo i pani con i fiori che abbiamo. Se non bastasse aggiungeremo un po’ di escolzia – rispose Amber, ma i suoi pensieri erano già diretti altrove. Osservò la più vicina tra le bocche che davano acqua al giardino, il flusso era insolitamente scarso.
– Ma il rito vuole che usiamo le orchidee! Cosa penserà di noi Vebrah, se utilizziamo qualcos’altro?
Amber scosse il capo, detestava tutti i riti e specialmente quello della Scottatura: che senso aveva esporre per un giorno intero i bambini all’asprezza di Vebrah? Anche gli adulti passavano in casa le ore più calde della giornata, e si proteggevano dal sole ogni volta che potevano.
– Penserà che abbiamo finito le orchidee – affermò Amber.
Uncaria la guardò con un misto di stupore e biasimo, la principessa si affrettò a correggere il tiro. – Ma non devi preoccuparti, non sarà necessario.
L’ancella si rasserenò. – Cosa volete che faccia?
– Slega le orchidee che non sono fiorite, finché l’acqua è bassa rischiamo solo di peggiorare le cose, nel pomeriggio decideremo se legarle di nuovo. Tra un po’ andrò a parlare con mio padre.
L’ancella guardò Amber supplichevole, avrebbe voluto che il Re fosse informato al più presto.
– Tra un po’ Uncaria, ora voglio dare un’occhiata all’elicriso e alla piantaggine – disse, ma sapevano entrambe che, dopo un breve giro di perlustrazione, sarebbe finita a curare gli astracolli.

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Presentazione iSdF Miskatonic 1Sabato abbiamo inaugurato il tour promozionale del nostro iSdF a Reggio Emilia, ospiti della libreria Miskatonic University, un piccolo gioiello che ha deciso di specializzarsi nei libri appartenenti al genere fantastico, declinato in tutte le sue sfumature. Un luogo magico dove trovare perle introvabili e tutte le novità, dal fantasy, all'horror, dalla fantascienza al weird.

Presentazione iSdF Miskatonic 2Purtroppo i malanni dell'autunno hanno inferto un duro colpo alla nostra platea, ma io e Max non ci siamo assolutamente persi d'animo. Negli anni, nella nostra esperienza con Xomegap, abbiamo collezionato presentazioni di ogni tipo, davanti a platee di vari gradi di sparutezza.Presentazione iSdF Miskatonic 3
E poi l'accoglienza in terra reggiana è stata comunque calorosa perché i nostri pochi si sono rivelati molto buoni, attenti, pieni di curiosità e il pomeriggio è trascorso in modo davvero piacevole.

Non ci resta che ringraziare lo stoico Andrea, che nonostante fosse preda del maledetto virus ha tenuto la libreria aperta per noi e ha resistito fino alla fine.

Presentazione iSdF Miskatonic 4

 

E a chi vorrà esserci, il prossimo appuntamento sarà a Modena, presso la libreria Mondadori del cinema Victoria, il 10 novembre. Al più presto vi daremo tutti i dettagli. Stay tuned!

 

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20161016_102815La sveglia suona all'alba e fuori dalla mia porta il mondo reale è stato inghiottito dalle nubi. Oggi andiamo a Stranimondi, lo prendo come un buon presagio.

Il meteo è bigio anche in quel di Milano e il mondo reale ricompare fin troppo presto sotto forma di traffico. Ma proseguiamo verso la nostra meta e approdiamo alla UESM Casa dei Giochi che per questo fine settimana ospiterà il festival.

E' stata una bella giornata, ricca di incontri, eventi interessanti, acquisti promettenti. Partecipare a fiere come queste, piene di libri, autori ed editori legati al mondo del fantastico per noi è sempre un po' come tornare a casa.

Ecco il nostro "bottino", vi rimando ai prossimi post per qualche recensione.

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Il tour de Il Serpente di Fuoco sta prendendo forma. Per questa fine 2016 abbiamo ormai fissato un incontro al mese, li trovate tutti sulla pagina dedicata, segnatevi quello più vicino a voi e venite a trovarci! 😀

A proposito, questo fine settimana in quel di Milano si tiene Stranimondi, festival imperdibile per tutti gli amanti del fantastico.

stranimondiAllo stand Delos troverete anche il nostro Serpente e nella giornata di domani, se vi dovesse capitare, in giro ci saremo anche noi. La prossima settimana posteremo qualche foto e vi diremo com'è andata.

Stay tuned!

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E' con un certo orgoglio che vi annunciamo ufficilamente di avere fissato una presentazione in anteprima de Il serpente di fuoco alla libreria Miskatonic University di Reggio Emilia nella data di sabato 22 ottobre alle ore 17:30.

Avremmmo voluto dare a tutti più preavviso ma la cosa si è svolta più velocemente del previsto, per cui siccome in questa anteprima giochiamo in traferta invitiamo vieppiù tutti gli interessati a venire a fare il tifo! Per maggior informazioni tenete d'occhio l'evento sulla sua pagina facebook.

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Prendiamo anche la palla al balzo per inaugurare due nuove pagine del sito, ossia quella denominata Presentazioni, che per ora è un può vuota ma vi garantiamo che a breve si arricchirà di altri eventi, nonché Dove trovare le cronache per localizzare il nostro libro in cartaceo "sul territorio" e negli store online, nonché nella versione e-book.

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Oggi finisce l'avventura del nostro primo blog tour. Ringrazio di nuovo Giusy di Divoratori di Libri per averlo organizzato, devo dire che per me è stata un'esperienza molto interessante.
Come promesso qualche fortunato lettore vincerà una copia di ogni libro da noi recensito.
And the winners are...

Per 1986 - Angela Greco

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(estrazione effettuata da Gioia Assanagora, che ringraziamo)

Per Fedele alla linea - Laura Colucci, unica candidata

Per La Medusa - Dory A.

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Verrete contattate dagli autori per la spedizione.

Non mi resta che augurarvi buona lettura e se avrete voglia, alla fine tornate a dirci se vi sono piaciuti 🙂

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Un breve post per ricordare a tutti gli interessati che è in dirittura d'arrivo il giveaway organizzato da "Leggere italiano Blog Tour".

2wq73ig-jpgSe volete ricevere una copia de "Il serpente di fuoco" leggete e commentate i due post relativi al libro che si trovano all'interno dell'iniziativa:

la recensione su Universi incantati
e
l'intervista su il mondo di M

E compilate il form relativo al giveaway che si trova in fondo ai post. Avete tempo fino al 9 ottobre per partecipare all'estrazione.

In alternativa se siete iscritti ad Anobii, potete partecipare alla catena di lettura.

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In pratica sarà sufficiente segnalare il vostro interesse con un commento per essere inseriti in una lista di lettori che riceverà per posta il libro dall'utente precedente della lista e a lettura ultimata lo spedirà al successivo. In cambio di questo vi si chiede soltanto di inserire il volume nella vostra libreria virtuale e di attribuirgli un commento e un voto.

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