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Collana Miskatonic: Il gioco della Bottiglia – Nelle Crepe – Spettri di ghiaccio

Questo è un post un po’ particolare: è da un lato una sorta di “recensione tripla” e dall’altro un’occasione per dire une parole di un progetto che ha destato prima la mia curiosità e poi il mio entusiasmo.

13892071_517217828477071_3706422493721559089_nIl progetto è si chiama “Collana Miskatonic” ed è edito da Vincent Books: in pratica si tratta di una collana di racconti lunghi di genere fantastico (horror/weird, per ora) che escono singolarmente in un’edizione spillata all’incirca alla cadenza di uno al mese, sotto la supervisione della libreria Miskatonic di Reggio Emilia. Per ora sono stati pubblicati tre racconti: Il gioco della bottiglia di Pietro Gandolfi, Nelle crepe di Luigi Musolino e Spettri di Ghiaccio di Maico Morellini, tre autori che hanno al loro attivo già diverse pubblicazioni interessanti, in modo particolare per chi non lo sapesse Maico Morellini ha vinto il premio Urania nel 2010 con il romanzo “Il re nero” ed è uscito di nuovo per Urania questa primavera con “La terza memoria”.

L’edizione secondo me è molto bella: a partire dalle copertine che sono il biglietto da visita di ogni libro (bello anche l’interno colorato), continuando con la carta è di ottima qualità e l’ulteriore arricchimento di un disegno all’interno del testo.  Ma la cosa che ha risvegliato il mio entusiasmo di lettore è soprattutto questo aspetto: si tratta di racconti di 60/100.000 battute circa, che si leggono in un paio d’ore di tranquillità a dire tanto e questo mi ha ricordato un po’ i miei quindici anni e le domeniche in cui mi chiudevo un’oretta in camera a leggere Dylan Dog.

Ora che sono un po’ grandino per Dylan Dog e quel genere di storie a fumetti non mi nutre più molto, ho però ritrovato con la Collana Miskatonic  il gusto di concedermi uno shot di evasione fantastica che ha il prezzo il di un fumetto (4,90€ per Gandolfi e Morellini, 5,90€ per Musolino il cui racconto è per nettamente più lungo) e un investimento emotivo perfetto per le mie esigenze. Sì perché per come sono fatto io (ma credo molti) magari ho qualche remora a spendere 15€ per 200 o 300 pagine di un libro di un autore che non conosco che probabilmente mi annoierà dopo 20, ma non ho nessuna difficoltà a spendere 5€ per una lettura che so già inizierò e concluderò in un paio d’ore libere.
E chissà, magari questo investimento mi metterà in contatto con una perla, con un autore che diversamente non avrei mai preso seriamente in considerazione.

Ma detto questo, veniamo al sodo, ossia: la qualità in questi testi c’è o non c’è? Vediamoli brevemente in dettaglio.

PIETRO GANDOLFI – Il gioco della bottiglia

13775415_1753307554955127_6976508424007767324_nUna banda di ragazzi e ragazze ammazzano i loro sabato sera tra chiacchiere e giri in automobile. Una sera per vincere la noia decidono di recarsi nella casa stregata del paese per una sessione di gioco della bottiglia. L’idea presenta qualche incerto.

Il racconto ha un tema e un impianto classico, una scrittura veloce e un buon finale anche se paga lo scotto di un’ambientazione da America rurale di maniera. Piacevole ma nel complesso è il meno riuscito dei tre.

LUIGI MUSOLINO – Nelle Crepe

2073crepe2Il vecchio Giaco vive a Torino nel decadente quartiere Rosella. Se la fine dell’essere umano appare comunque ineluttabile, non è detto che un quartiere si lasci seppellire con altrettanta semplicità.

Questo racconto è una di quelle perle cui accennavo prima, quelle che ti fanno scoprire un autore che diversamente magari non avresti mai letto. Ha una mitologia tutta propria e un “mostro” molto originale, inoltre il quartiere Rosella è un ambientazione magnifica (ricorda un po’ il Cabrini Green di Candyman). Orrore urbano ricco di fascino. Ottimo anche il finale.

quattroemezzo

MAICO MORELLINI – Spettri di ghiaccio

2081cm_03Il Dottor Lindholm ha ingaggiato il rimorchiatore Antares per una missione di recupero: la Lyubov Orlova, nave sovietica dismessa che già una volta è sfuggita al disarmo guadagnando il mare aperto mentre veniva condotta in porto per il suo ultimo viaggio. Ma la Orlova si è nascosta tra i ghiacci dell’Artico, stanarla non sarà facile!

Maico ha dalla sua tutta la professionalità di un autore che pubblica con Urania e devo dire che il formato del racconto gli è assolutamente congeniale (un giorno ho l’altro mi sono ripromesso di leggere qualcosa anche de “I necronauti“). L’impianto è robusto, la forma precisa, l’ambientazione perfetta, gli aspetti marinareschi ben documentati. Rispetto al racconto di Musolino cede un poco sul piano dell’originalità, ma è una lettura di grande piacevolezza.

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Quindi in conclusione la qualità c’è? C’è! Chi ama il genere secondo me avrà occasione di divertirsi parecchio.
Personalmente prenderò anche i prossimi, il numero quattro che si intitola "Il cimitero dei Kaiju" a firma Andrea Berneschi è in uscita per il 10 dicembre,   intravedo l’inizio di una bella collezione.

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