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Eccoci pronti a un nuovo appuntamento dal vivo.
Sabato 11 febbraio, alle 17:30, siete tutti invitati nell'accogliente spazio presentazioni dell'Emily Bookshop, proprio nel cuore della nostra città.
Questa sarà una presentazione un po' speciale, resa tale dalla performance di due attori, Chiara Betelli e Andrea Vaccari, che interpreteranno per noi alcuni brani tratti dal romanzo.
Vi aspettiamo!

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Buongiorno a tutti, oggi sono qui per darvi un po' di aggiornamenti e comincio subito con il più fico. Vi siete persi la presentazione del Serpente di Fuoco alla Biblioteca del Gufo di giovedì sera? Perché eravate troppo lontani, troppo impegnati, troppo malati? Niente paura! Potete guardarvela e ascoltarvela tutta comodamente dal vostro pc/cellulare/tablet 🙂

Grazie alla nostra fantastica presentatrice, Elisa Guidelli in arte Eliselle che l'ha ripresa e condivisa, eccovela qui.

Ovviamente ringraziamo di nuovo sia Elisa che Elena, la nostra magnifica ospite, che prima della presentazione ci ha anticipato un sacco di altre magnifiche iniziative che vi consiglio di seguire sulla pagina Facebook della Biblioteca del Gufo.

Il secondo aggiornamento riguarda il nostro progetto legato al Fantastico Italiano. Sono arrivate le prime richieste di recensione e per ora sono stati riempiti gli slot da Febbraio a Maggio. Sulla pagina dedicata trovate tutti i dettagli, se avete voglia di farvi pubblicità, di ricevere una recensione sincera e di mettervi un po' in gioco aspettiamo le vostre proposte, c'è ancora posto!

Ultime due cose. Nel caso (di certo remotissimo ;P) in cui dopo la visione della nostra diretta non vi siate subito precipitati a comprare la vostra copia de Il Serpente di Fuoco e abbiate bisogno di qualche rassicurazione, vi invitiamo a dare un'occhiata alle recensioni uscite in questi giorni in rete, le trovate tutte qui.

E se neppure dopo questo siete ancora convinti, allora venite a trovarci l'11 di Febbraio, a Modena, da Emily Bookshop. Stiamo preparando per voi una presentazione molto speciale ;).

A presto!

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Finalmente arrivo a parlarvi del secondo acquisto fatto a Stranimondi l'ottobre scorso, ossia dell'ultimo romanzo di Emanuela Valentini che in quell’occasione ho anche avuto il piacere di sentire dal vivo in una tavola rotonda a tema fantascienza insieme ad Andrea Viscusi, Francesco Troccoli, Alessandro Vietti e Francesco Verso.

angeli-di-plasticaTrama: Mei vive nel Sobborgo Corporativo, suo padre Tartan è il primo ingegnere della multinazionale Plastic Art. Ogni notte un ragazzo la visita in sogno e in quel luogo si amano, un giorno il ragazzo la conduce fino a lui nei sotterranei dell’azienda di suo padre, per liberarlo. E’ privo di memoria e non ricorda chi sia o da dove venga, ma è uscito da una macchina prototipatrice dell’ala nord che da quattordici anni si è messa “stampare” essere umani al posto di oggetti di plastica. Non si sa da dove vengano, ma sono arrivati in molti. Per la maggior parte sono incompleti,  incapaci di vita autonoma o mostruosi,  ma alcuni di loro come il ragazzo che ha chiesto a Mei di liberarlo non sono solo perfetti, ma hanno anche capacità super umane. Inoltre nel corso degli anni, tra quelli che sono usciti storpi ma vitali, molti si sono liberati e vivono nelle fogne pronti a scatenare una rivolta.

Commento: Angeli di Plastica è un buon libro, senza dubbio. E’ buono innanzitutto perché è ben scritto, e poi perché non ti consente di sedere comodo in poltrona. Al contrario si getta contro di te cercando di sfondare tutte le tue sicurezze: a testa bassa, in maniera programmatica e a volte anche un po’ irritante, ma in modo indubbiamente efficace. Al netto delle sue soluzioni scenografiche un po’ troppo pop per i miei gusti, come nella migliore fantascienza l’intreccio nasconde mille tematiche e idee anche in senso lato (e non è necessariamente una brutta parola) politiche. E’ difficile ad esempio non vedere l’analogia con il reale negli attentati suicidi delle creature emarginate, come è difficile trascurare la brutalità dell’accoglienza che questi riservano a Mei. Notare bene: questi mica sono i cattivi, anzi all’inizio l’autrice ci porterebbe a parteggiare per loro e non è che alla fine, sebbene ci appaiano orribili, risultino necessariamente i peggiori. Non so se fosse quella l’intenzione, ma io ci ho trovato  il tentativo di mettere in scena il fatto che, se noi guardiamo gli eventi semplicemente per quelle che sono, il loro significato (la loro “valenza etica”?) diventa automaticamente ambiguo.

Angeli di Plastica è infine un buon libro – e con questo chiudo la mia esegesi che sta già sconfinando fin troppo nel pippone - soprattutto perché fa un nobile tentativo di stravolgere lo standard del romanzo adolescenziale dei nostri giorni: pieno di creature “superumane” (vampiri, licantropi, demoni, angeli etc. etc.) che titillano il desiderio dell’adolescente si sentirsi speciale, per addomesticarli poi ad una versione stereotipata, esangue e tranquillizzante. Al contrario gli "angeli" della Valentini (sempre che tali veramente siano e per fortuna è più che lecito dubitarne...) non hanno nulla di tranquillizzante, solo pulsioni narcisistiche e/o distruttive.  Anche se…

Anche se  alla fine, quando tutto, ma tutto, ma proprio TUTTO è andato in rovina qualcosa da qualche parte ancora sopravvive nel sogno gotico dell’amore tra due adolescenti… qualcuno la chiamerà luce o speranza, ma io tutto sommato avrei preferito fermarmi al penultimo capitolo.

Un ultimo appunto: notizia di ieri, Angeli di Plastica è stato inserito nella cinquina della opere finaliste del Premio Vegetti (ovviamente per la categoria "romanzo di fantascienza") patrocinato dalla World SF Italia.

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Titolo: Angeli di plastica
Autore: Emanuela Valentini
Editore: Delos
Lunghezza: 203 pagine (cartaceo)
Prezzo: 15€ cartaceo / 3,99€ e-book

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Oggi desideravo parlarvi di uno degli acquisti che ho effettuato a Stranimondi, l’ottobre scorso. Speravo di poterlo fare prima, ma è stato un autunno molto intenso lavorativamente parlando e il tempo che sono riuscito a dedicare alla lettura (e alla scrittura, e a questo blog…) è stato abbastanza limitato. Ma conto che questo inizio di anno sia molto meglio da questo punto di vista.
fsf-g-015Fantasy & science fiction” è una storica rivista americana (il primo numero è uscito nel 1949, attualmente l’uscita è bimestrale) che pubblica racconti e novelle di genere fantastico, nonché qualche saggio. Le edizioni ELARA hanno acquistato i diritti per la pubblicazione dei testi di questa rivista e pubblicano questi libretti (160 pagine) di sola narrativa scegliendo tra i loro racconti preferiti in sessant’anni di racconti della rivista anglofona.
La cadenza della rivista italiana sarebbe nominalmente mensile ma nei fatti sembrerebbe abbastanza aperiodica, ha l’ambizione di uscire anche in edicola (per cui deve avere tirature ragguardevoli) e un prezzo molto popolare, ossia 5,90€.
Io una volta deciso di acquistarne un numero ho puntato sul il volume numero quindici (a tutt'oggi il penultimo), attratto dal racconto di Eleanor Arnason autrice di cui ho già apprezzato vari testi. L’ho letto a tappeto, dal primo racconto all’ultimo, ma vista la formula è il genere di pubblicazione in cui uno potrebbe anche scegliere di leggere alcune cose e non altre. Nel numero quindici il parco racconti è davvero vario: ne abbiamo di molto recenti e altri più datati, racconti di fantascienza, fantasy, un paio di puntate nell’horror/weird e anche umoristici; abbiamo racconti piuttosto lunghi e racconti brevi, autori di una certa notorietà (es.: Clifford Simak che, mi pare di capire, sia un "pallino" di Elara) e altri pressoché sconosciuti in Italia (es.: Frederic S. Durbin).
Non ho amato tutti i racconti del lotto, ho ad esempio trovato piuttosto noioso il fiabesco “La settima figlia” di Bruce McAllister, peraltro fortunatamente molto breve, però ho in compenso amato molto l’ampiezza panoramica dell’operazione che riflette pienamente il mio gusto per il fantastico.
Ecco questa aspetto va considerato: non so se sia limitata al numero in m io possesso (ma credo di no, lo stile generale mi pare troppo coerente su questo punto perché sia un caso) ma non aspettatevi cyberspazio, fantascienza ipertecnologia con diluvi di termini incomprensibili, violenza gratuita, cinismo e amoralità a bella posta o l’autore diventato famoso questa primavera.  Qui l’immaginario ha un procedere più classico, trova il suo tempo e il suo spazio in gesti più lenti e spesso meno eclatanti, senza voler assestare a ogni costo colpi sotto la cintura.
Decidete voi se questo gusto un po’ retrò sia un pregio o un difetto: io lo trovo un pregio (apprezzo anche roba più “dura”, sia chiaro, ma queste corde sicuramente mi appartengono) e se solo potessi dotarmi di una vita accessoria comprerei oggi stesso tutti i numeri e mi chiuderei in casa a leggerli.
Due ultime considerazioni, apprezzo molto il fatto che i racconti siano qua e là spezzati da immagini, e anche l’idea di muovere un po’ il layout pubblicando alcuni racconti su due colonne e altri in colonna unica. Unico neo della pubblicazione: ho intercettato qualche refuso.

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