Eccoci al secondo appuntamento con le recensioni sul Fantastico Italiano. Vi parliamo di Strange Activity, di Fabrizio Cadili e Marina Lo Castro, per Plesio Editore, romanzo uscito in un primo momento in quattro episodi in formato e-book e oggi proposto anche in un unico volume cartaceo.

Trama:Strange Activity Regina
"Strange Activity. Investigazioni, esorcismi e minchiate varie". Questo è il biglietto da visita di Angelo Strano, svogliato investigatore dell’occulto dal carattere estroverso. Il suo lavoro consiste nell’occuparsi di casi anomali che nessuno riesce a risolvere, ed è proprio per un problema del genere che viene contattato da un noto boss mafioso catanese. L’uomo vuole che Angelo protegga Regina, la sua adorata figlia minacciata da una strana creatura. Malgrado le insistenze della sua assistente Vera, per Angelo accettare l’incarico è fuori discussione: lui non lavora per i mafiosi. Tutto cambia, però, non appena tocca accidentalmente Regina: la vede in fuga, assalita e uccisa da un mostro. Sì, perché Angelo riesce ad avere flash della morte imminente delle persone con cui viene in contatto. Una maledizione, più che un dono, perché il futuro non può essere cambiato. Ma arrendersi senza provare non è un’opzione.

SA Episodio 1Commento: La prima cosa ad avermi incuriosito è ovviamente il fatto che questo romanzo sia stato scritto a quattro mani. Vista la mia storia di co-autrice sia all'interno del collettivo Xomegap, sia con Massimiliano nella stesura de Il Serpente di Fuoco, per prima cosa mi sono chiesta come avessero lavorato gli autori. Ho trovato la risposta in un'intervista pubblicata in rete, dove spiegano di aver separato i ruoli in modo diverso da quanto mi aspettassi, cioè in verticale. Dopo un brainstorming comune, Fabrizio Cadili genera di fatto la prima stesura che Marina Lo Castro prende poi in consegna lavorando sulla forma e sullo stile (con la libertà di apportare le modifiche che ritiene necessarie alla storia).
Il risultato è un prodotto fresco e davvero piacevole.
L'idea di base è quella dei racconti seriali di genere mistery. Un investigatore (in questo caso una coppia, dato che Vera è protagonista tanto quanto Angelo) coinvolto in una storia in cui la Catania reale dei giorni nostri si tinge con elementi gialli, noir e fantastici.
I personaggi risultano simpatici, accattivanti e ci si affeziona in fretta a loro, il fatto poi che abbiano tutti qualcosa di irrisolto e di misterioso, che sia nel loro passato o nel loro presente, li rende ancor più interessanti.
Lo sviluppo narrativo è lineare, veloce, perfetto per un romanzo di questo genere. La storia viene raccontata a capitoli alterni da punti di vista che permettono di vestire non solo i panni dei due protagonisti, ma anche quelli dell'antagonista, e addirittura della "creatura", dettaglio questo che ho trovato particolarmente interessante, una bella sfida che gli autori hanno superato con mestiere.
Lo stile di tutto il romanzo, infatti, è professionale e maturo; Strange Activity è solo l'ultima delle opere scritte e pubblicate dal duo siciliano ed è libera da quelle che potrebbero essere le ingenuità e le pesantezze di un romanzo d'esordio.SA Episodio4
Il finale e in generale la risoluzione della parte "gialla" della trama non sono originalissimi, ma la logica e l'inevitabilità li rendono entrambi corretti e godibili. Soprattutto se l'intento degli autori era di dare più importanza alla parte fantastica, piuttosto che a quella strettamente investigativa.
Un epilogo cliffhanger piuttosto inaspettato porta a pensare che questo "Regina", avrà un seguito.
A me Strange Activity ha ricordato molto le storie bonelliane di Dylan Dog, e da fan del bell'indagatore dell'incubo auguro lunga vita alle avventure di Angelo e Vera.
Unico appunto per la casa editrice, nella versione divisa in episodi ho trovato alcuni refusi.

cinque2

 

Oggi vi raccontiamo ancora qualcosina sulla genesi de Il Serpente di Fuoco. Come vi dicevo, nella prima bozza del racconto di Max il personaggio di Amber esisteva già. Nel senso che ai miei occhi di lettrice, pur in quelle poche pagine, lei appariva già viva, definita.
Ovviamente uno dei primi argomenti di discussione sul progetto è stata l’assegnazione delle parti. Con Xomegap abbiamo sempre lavorato “a personaggio": ogni autore si faceva carico di un punto di vista e raccontava la sua parte di storia e ci pareva naturale che sarebbe stato così anche in questo caso.
“Però Amber è già un personaggio molto tuo” ho detto a Max.
“In effetti” ha risposto lui con una formula che ormai conosco molto bene, “ho già un’idea piuttosto precisa di come dovrebbe essere.”
“Benissimo, allora io prendo lui, così creiamo un po’ di scompiglio.”
Rovesciando quindi uno schema che poteva sembrare scontato, abbiamo iniziato a lavorare sui personaggi.

C'era poi la questione di come organizzare la linea temporale del romanzo.
La storia portava con sé una struttura un po’ complicata. Gli appunti di Max iniziavano infatti verso la fine della vicenda, ma con l’idea di farne un romanzo c’era molto da raccontare di quello che era avvenuto prima.
Alla fine abbiamo deciso di creare tre livelli di narrazione.
Una storia al presente divisa in brevi cornici, che racconta al lettore il finale senza dare nessuna spiegazione.
Una storia al passato, in ordine cronologico, divisa in capitoli fra i due protagonisti, che narra quel che era accaduto prima e fornisce al lettore gli elementi per comprendere e apprezzare il tempo presente.
Infine una piccola parte assegnata a Murgo, venuto in contatto con il nostro popolo in un momento diverso rispetto al tempo della storia di Amber e Dammar, in cui abbiamo lasciato spazio alla sua vena antropologica per mostrare ulteriori dettagli della società di cui i due protagonisti fanno parte.
Ovviamente i tre livelli si alternano uno all’altro nelle pagine del libro in un susseguirsi di azioni e rivelazioni che nel nostro intento dovevano interessare, appassionare e approfondire.
Speriamo di esserci riusciti.

tramonto foresta

Questa nostra avventura delle Cronache di Murgo il Ramingo si sta rivelando una di quelle cose speciali capaci di stupirti con regali inaspettati.
Da quando abbiamo iniziato infatti, ci è capitato, grazie a Il Serpente di Fuoco, di vedere posti davvero belli e conoscere persone davvero speciali.
Per esempio la presentazione fatta ieri sera, il cui invito è piovuto all'improvviso grazie a Eliselle che ci ha messi in contatto con Monica, e che ci ha portati in un piccolo gioiello di negozio proprio al centro della piazza di Serramazzoni.

La Nicchia Serramazzoni

La Nicchia Serramazzoni/2

Quando la porta della Nicchia ti si chiude alle spalle la sensazione è quella di essere entrati nel laboratorio di una fata madrina. Innanzitutto il profumo buono di erbe e spezie che permea l'aria, e poi i barattoli di latta con i nomi delle piante e dei loro poteri curativi scritti in una calligrafia precisa e amorevole, e ancora gli scaffali colmi di prodotti, tutti diversi, tutti speciali, selezionati evidentemente con la stessa cura riservata a ogni dettaglio del negozio.
Il sorriso caldo e luminoso di Gloria e la ripida scala che porta nelle sale accoglienti in cui si tengono gli Aperitivi con l'Autore rinforzano l'idea della fiaba.
Quando infine facciamo la conoscenza di Monica, che ci presenterà, il quadro del "persone e luoghi che hai appena incontrato ma che ti sembra di conoscere da una vita" si completa.

La Nicchia saletta 2

La Nicchia saletta 1

Monica Tappa, che è stata penna al servizio di Condé Nast (una giornalista di Traveller, vi rendete conto? Ho dovuto trattenermi dal chiederle un autografo), ha coinvolto sia noi che il pubblico in una delle più belle presentazioni a cui mi sia mai capitato di assistere. Dal suo "cestino di Heidi" i presenti pescavano biglietti con l'immagine di uno degli argomenti, sentimenti, temi o suggestioni, presenti all'interno del romanzo, dando così l'occasione a me e a Massimiliano di parlare della nostra opera in un modo del tutto nuovo.

E' stata una chiacchierata per noi piacevolissima, conclusa in bellezza e soprattutto bontà con i manicaretti preparati dalla mamma di Gloria. Grazie mille dunque alle nostre ospiti e ovviamente alle persone presenti :).

Temi

Il preavviso è davvero poco, ma l'occasione è arrivata all'improvviso e non ce la siamo lasciati sfuggire.

Sabato 4 marzo siamo stati invitati a presentare Il Serpente di Fuoco all'interno della rassegna "Aperitivo con l'Autore", ospiti di Gloria Scorcioni, nei locali de La Nicchia, in piazza della Repubblica a Serramazzoni. A presentarci sarà Monica Tappa.

Ovviamente vi aspettiamo numerosi 🙂

Locandina La Nicchia

Eccoci pronti a un nuovo appuntamento dal vivo.
Sabato 11 febbraio, alle 17:30, siete tutti invitati nell'accogliente spazio presentazioni dell'Emily Bookshop, proprio nel cuore della nostra città.
Questa sarà una presentazione un po' speciale, resa tale dalla performance di due attori, Chiara Betelli e Andrea Vaccari, che interpreteranno per noi alcuni brani tratti dal romanzo.
Vi aspettiamo!

Locandina-Emily-001

Buongiorno a tutti, oggi sono qui per darvi un po' di aggiornamenti e comincio subito con il più fico. Vi siete persi la presentazione del Serpente di Fuoco alla Biblioteca del Gufo di giovedì sera? Perché eravate troppo lontani, troppo impegnati, troppo malati? Niente paura! Potete guardarvela e ascoltarvela tutta comodamente dal vostro pc/cellulare/tablet 🙂

Grazie alla nostra fantastica presentatrice, Elisa Guidelli in arte Eliselle che l'ha ripresa e condivisa, eccovela qui.

Ovviamente ringraziamo di nuovo sia Elisa che Elena, la nostra magnifica ospite, che prima della presentazione ci ha anticipato un sacco di altre magnifiche iniziative che vi consiglio di seguire sulla pagina Facebook della Biblioteca del Gufo.

Il secondo aggiornamento riguarda il nostro progetto legato al Fantastico Italiano. Sono arrivate le prime richieste di recensione e per ora sono stati riempiti gli slot da Febbraio a Maggio. Sulla pagina dedicata trovate tutti i dettagli, se avete voglia di farvi pubblicità, di ricevere una recensione sincera e di mettervi un po' in gioco aspettiamo le vostre proposte, c'è ancora posto!

Ultime due cose. Nel caso (di certo remotissimo ;P) in cui dopo la visione della nostra diretta non vi siate subito precipitati a comprare la vostra copia de Il Serpente di Fuoco e abbiate bisogno di qualche rassicurazione, vi invitiamo a dare un'occhiata alle recensioni uscite in questi giorni in rete, le trovate tutte qui.

E se neppure dopo questo siete ancora convinti, allora venite a trovarci l'11 di Febbraio, a Modena, da Emily Bookshop. Stiamo preparando per voi una presentazione molto speciale ;).

A presto!

Era la fine di Marzo 2013 ed eravamo a Play, la fiera del gioco di Modena, a presentare il gioco di narrazione tratto da Finisterra. Io e Max coprivamo il turno della domenica e a un certo punto lui mi fa una proposta. “Ho quest’idea abbozzata per un racconto, ma secondo me ci verrebbe fuori qualcosa di più. Ti va di scriverlo assieme?”
Quando si parla di progetti “scrittorici” io non mi tiro mai indietro, ma il pensiero di lavorare su un’idea che era stata già elaborata, con personaggi già definiti, non mi convinceva del tutto. Io e Max collaboriamo da tanto tempo, ma di solito i progetti li iniziamo insieme da zero.
Il giorno dopo mi manda i suoi appunti e io trovo subito non uno ma ben tre motivi per cui DOVEVO scrivere questa storia.
Innanzitutto l’idea da cui scaturiva il racconto riguardava un rito e io sono da sempre affascinata dalle religioni. Inoltre l’unica cosa che Max aveva tracciato un po’ nel dettaglio era il personaggio di Amber, quindi rimaneva tutto lo spazio per dare forma a questo popolo, alla loro città e naturalmente al secondo protagonista. Infine, cosa che mi ha convinto del tutto, l’ambientazione mi dava l’occasione per parlare di un luogo in cui qualche anno prima avevo lasciato una consistente fetta di cuore, cioè il deserto, nel mio caso specifico quello Namibiano.
Sfogliando l’archivio di Gmail posso vedere che già in quella stessa settimana un serrato scambio di corrispondenza fece lievitare il primo foglio di appunti ad alcune pagine contenenti informazioni sui protagonisti, sugli usi e costumi del popolo di Città del Sole (persino una bozza di mappa) e sulla struttura che avremmo dato al romanzo.
Ricordo che una delle discussioni più corpose riguardò proprio quest’ultima, perché dietro al banchetto di Play era già emersa l’ombra di Murgo (che in un primo tempo si chiamava Borma).
Da lettori io e Max ci confrontiamo molto spesso ed entrambi eravamo concordi sul fatto che le lunghe saghe ci avevano un po’ stancato. Cosa ci sarebbe piaciuto leggere quindi?
E così ecco l’idea di una sorta di “collana” di romanzi brevi e autoconclusivi, di genere avventuroso, ambientati in luoghi suggestivi e con un pizzico di fantastico. I viaggi di Murgo, appunto, un esploratore con la curiosità di un antropologo in viaggio per una Terra in tutto simile alla nostra, tranne che per le pieghe in cui trovano posto proprio le nostre storie.

PLAY 2013
Foto d'archivio di quella domenica a Play

Siamo arrivati alla fine di questo 2016, non ci resta che augurarvi un fantastico 2017 ricco di magia e di buone letture!

biblioteca-del-gufo-2A causa di problemi tecnici purtroppo giovedì non riusciremo a presentare Il Serpente di Fuoco alla Biblioteca del Gufo a Formigine.
La presentazione però è solo rimandata, ci vediamo infatti dopo Natale,

GIOVEDI' 19 GENNAIO sempre alle ore 21:00.

Non mancate!

gufo2Davanti alle prove della vita le persone reagiscono in modo diverso.
Ci sono quelle che ne escono indurite, incattivite. Quelle che si arrendono e smettono di lottare. Quelle che si prendono del tempo, e per la durata della battaglia si staccano dal resto del mondo.
E poi ce ne sono alcune, incredibili, come Elena, che davanti alla prova più dura, la malattia di un figlio (non posso immaginarne una peggiore) trasformano la paura, il dolore, la rabbia in forza creativa. E non si limitano a questo. No, perché quella forza creativa non la dirigono esclusivamente verso se stessi o verso la propria famiglia, come sarebbe anche giusto, ma il pensiero va al fare qualcosa per gli altri.
Così è nata la Biblioteca del Gufo, primo esperimento di book crossing avviato nel paese in cui sono nata, Formigine, da questa donna incredibile e dalla sua famiglia.
gufo1Il concetto semplice e schietto del “Prendi un libro, lascia un libro” all’inizio era stato visto con scetticismo. Si temevano indifferenza, o peggio, atti vandalici ai danni della piccola casetta di legno piena di libri appesa fuori dal cancello di casa loro.
Invece per fortuna la gente a volte riesce ancora a stupire in senso positivo e la Biblioteca del Gufo ha avuto un successo inaspettato, soprattutto per quanto riguarda la parte del “Lascia un libro”.
E così la piccola casetta di legno si è moltiplicata in più filiali sparse in giro per il comune e Elena ha addirittura dovuto affittare un capannone per poter contenere tutti i libri che sono arrivati in dono.
Ma se pensate che una donna così si sia fermata a godersi il successo della sua idea vi sbagliate.gufo4
Perché il capannone è diventato un luogo di ritrovo e cultura dove organizzare eventi, presentazioni, parlare a grandi e bambini di argomenti seri e importanti, come la malattia o la diversità. Ma anche dove trovarsi per serate all’insegna della totale leggerezza, come le “Letture di libri brutti” a cura di giovani attori di teatro.

E poi ancora.
L’ultimo (ma di certo non ultimo) progetto in corso è la realizzazione e vendita di un gufo5calendario fotografico in cui a posare sono uomini “curvy”, che si sono prestati con autoironia per una causa legata ai bambini, alla gioia dei bambini: l’acquisto di un’altalena per disabili da installare in uno dei parchi cittadini.
Questa è la pagina Facebook della Biblioteca, dove trovare tutte le informazioni per partecipare a questo splendido progetto.

 

 

Il Magazzino del Gufo si trova a Formigine, in via dei Produttori 6 e il
15 di Dicembre ci saremo anche noi, alle ore 21:00, per presentare il nostro Serpente di Fuoco.
Venite a vedere con i vostri occhi quanto può fare la generosità e ovviamente venite a comprare il vostro calendario 2017 ;-).

Novembre non è mai stato uno dei miei mesi preferiti. Sapete la nebbia, il freddo, le giornate corte…
Poi a Novembre dell’anno scorso è nata mia figlia e questo mese un po’ bistrattato all'improvviso ha assunto un significato diverso. Non più solo 30 giorni in cui affondare nel letargo, ma un periodo in cui iniziare qualcosa.
E quindi eccomi qui a parlarvi di questo Novembre particolarmente prolifico, in termini di produzioni scrittoriche (ve ne parleremo più avanti) e libri letti, e che mi ha visto rimettere piede in una sala cinematografica dopo molti, moltissimi (troppi) mesi.

Cominciamo dai libri.
A Stranimondi, dopo averci girato attorno quasi tutto il pomeriggio, alla fine mi sono convinta a comprare Eternal War, la guerra dei Santi di Livio Gambarini, edito da Acheron.
La casa editrice è giovane ma molto promettente, la sto tenendo d’occhio fin dalla sua nascita e volevo finalmente toccare con mano qualcosa della loro produzione.it-2015-eternal_war_gli_eserciti_dei_santi-188x300
Devo dire che il giudizio è positivo su tutti i fronti. Il libro, nato come e-book, è un print-on-demand di buona qualità, sia come oggetto cartaceo, che come copertina, che come impaginato e come editing. Un lavoro molto professionale.
Ma ovviamente la parte più importante è quello che c’è dentro e anche qui la promozione è a pieni voti.
Sono gli uomini a fare la storia? Secondo Gambarini non del tutto, dato che alle loro spalle ha immaginato un complesso e stratificato mondo di Spiriti, Ancestrarchi e Santi protettori che giocano con gli esseri umani come con le pedine su una scacchiera seguendo regole molto precise e molto antiche.
Siamo nella Firenze del XIII secolo, per la precisione nella vita di Guido Cavalcanti (ah! Le reminiscenze scolastiche…) e dello spirito protettore della sua famiglia Kabal (Kaballicantus, meraviglioso, sentite come suona bene) che vuole riportare i suoi pupilli all’antico splendore.
Gamberini ci fa entrare in questo doppio mondo, della Materia (storica) e dello Spirito (genialmente architettato) con una storia incalzante, che riesce a essere divertente come il miglior Stroud, coinvolgente e a tratti epica, ma senza alcuna pesantezza.
Il libro dovrebbe far parte di una serie, ma è godibilissimo anche come volume autoconclusivo e questo non può che aggiungere un punto al giudizio già molto positivo.

I libri e la lettura sono sempre stati una parte profondamente importante della mia vita, e doverci rinunciare per incombenze diverse in questi mesi mi è risultato davvero penoso. E' vero che ho riempito i momenti liberi con letture diverse (smettere di leggere per quanto mi riguarda non è proprio pensabile), manuali, riviste, saggistica, ma solo quando mi sono rituffata in un (bel) romanzo mi sono resa conto che è la narrativa quella che mi rende davvero felice._oceano-1434992059
Dopo il fantasy storico di Gamberini mi è capitato fra le mani un libro di Neil Gaiman, L’oceano in fondo al sentiero. Non era previsto, non faceva parte della pila che staziona sul mio comodino, ma mi è bastato leggere il trafiletto dell’aletta per non mollarlo fino all’ultima pagina.
Avevo già letto altre cose di Gaiman, e, pur apprezzando moltissimo il suo immaginario, mi ero un po’ scontrata con il suo stile narrativo.
La lettura di questo romanzo invece è stata di puro piacere dalla prima all’ultima parola, fluido, a tratti poetico ma non in senso aulico o melenso. Solo bello.
Una storia di infanzia e di magia, di orrore e di poteri antichi, una storia di donne speciali.
Io l’ho adorato.

Finisco questo ormai lunghissimo post parlandovi di un film. Di un lungometraggio di animazione realizzato con la tecnica dello stop-motion .
Sto parlando di Kubo e la spada magica (titolo italiano che come purtroppo altre volte non rende giustizia al molto migliore originale Kubo and the two strings - vedere il film per capire meglio -).
Un piccolo capolavoro. Di regia, di scrittura, che mi ha ekubo_mozionato, fatto ridere, commosso e riportato alle magiche atmosfere del Giappone e dei suoi suggestivi cimiteri in mezzo ai boschi.
Prodotto da LAIKA, lo studio di animazione di cui avevo già apprezzato Coraline (restando sempre in casa Gaiman), devo dire che è riuscito a conservare la delicatezza e la poesia tipici delle produzioni nipponiche.
Un film forse non adatto a tutti i bambini, ma che a quella che c’è ancora dentro di me ha detto tanto. Le scene con gli origami sono meraviglia pura, la storia è poetica e bella e credo che nessuno che abbia perso almeno una persona cara possa rimanere indifferente.
Fra l’altro, per questo motivo, Novembre è anche il mese più adatto per vederlo.