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E' con un certo orgoglio che vi annunciamo ufficilamente di avere fissato una presentazione in anteprima de Il serpente di fuoco alla libreria Miskatonic University di Reggio Emilia nella data di sabato 22 ottobre alle ore 17:30.

Avremmmo voluto dare a tutti più preavviso ma la cosa si è svolta più velocemente del previsto, per cui siccome in questa anteprima giochiamo in traferta invitiamo vieppiù tutti gli interessati a venire a fare il tifo! Per maggior informazioni tenete d'occhio l'evento sulla sua pagina facebook.

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Prendiamo anche la palla al balzo per inaugurare due nuove pagine del sito, ossia quella denominata Presentazioni, che per ora è un può vuota ma vi garantiamo che a breve si arricchirà di altri eventi, nonché Dove trovare le cronache per localizzare il nostro libro in cartaceo "sul territorio" e negli store online, nonché nella versione e-book.

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Un breve post per ricordare a tutti gli interessati che è in dirittura d'arrivo il giveaway organizzato da "Leggere italiano Blog Tour".

2wq73ig-jpgSe volete ricevere una copia de "Il serpente di fuoco" leggete e commentate i due post relativi al libro che si trovano all'interno dell'iniziativa:

la recensione su Universi incantati
e
l'intervista su il mondo di M

E compilate il form relativo al giveaway che si trova in fondo ai post. Avete tempo fino al 9 ottobre per partecipare all'estrazione.

In alternativa se siete iscritti ad Anobii, potete partecipare alla catena di lettura.

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In pratica sarà sufficiente segnalare il vostro interesse con un commento per essere inseriti in una lista di lettori che riceverà per posta il libro dall'utente precedente della lista e a lettura ultimata lo spedirà al successivo. In cambio di questo vi si chiede soltanto di inserire il volume nella vostra libreria virtuale e di attribuirgli un commento e un voto.

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Con la recensione di oggi relativa a “La medusa” di Romina Casagrande concludiamo i nostri articoli all’interno del progetto Leggere Italiano Blogtour.  Siccome né io né Sara avevamo mai partecipato a un blogtour è stata a suo modo un’esperienza interessante e intensa, a cui speriamo di avere dato un contributo positivo!

2wq73ig-jpgIl romanzo è in giveaway per cui iscrivetevi alla newsletter di Mekbuda/Mebsuta, commentate questo post e gli altri dedicati al romanzo (dovrebbero uscirne un paio sul blog di Mirta di qui alla fine del blogtour) per partecipare all'estrazione del libro.

71oj02ehhslTrama: Nel 1816 al largo della costa del Senegal la fregata Meduse si arena tra le acque basse. I notabili che si trovano sull’imbarcazione vengono caricati su lance di salvataggio, mentre per tutti gli altri (centocinquanta persone tra soldati e cittadini comuni) viene costruita una zattera, che dapprima viene trainata e quindi abbandonata al suo destino. Quando una nave incrocerà i naufraghi solo quindici persone saranno ancora vive, e quelle quindici per mantenersi in vita avranno dovuto macchiarsi di indicibili delitti. Sarà Charlotte, emigrante francese  e sorella del piccolo Luc a raccogliere in un lazzaretto ai confini del mondo la testimonianza di uno dei sopravvissuti, trascrivendola in una lettera che dovrà essere consegnata a una ragazza di Parigi.
Nel 1819 l’eco di quel che è avvenuto è giunto fino alla capitale, e il fatto di cronaca è entrato a far parte dell’immaginario collettivo tanto da ossessionare il pittore Theodore Gericault che da mesi lavora nel suo studio per farne un dipinto. Liz, cameriera in una casa chiusa, in cui vive insieme al figlio Titù incontra Louis, aiutante del pittore Gericault e gli promettere rivelazioni sulla Meduse, Titù infatti è un bambino speciale, non parla ma attraverso i suoi disegni gli spiriti di coloro che sono morti al largo del Senegal cercano di raccontare quanto è accaduto.

La medusa è un romanzo elegante e ben strutturato: passato e presente si alternano incorniciati da sezioni che portano il nome dei colori della tavolozza di Gericault. L’intreccio funziona bene e trova una sul risoluzione finale che io ho trovato pienamente soddisfacente. L’ambientazione storica è ben ricostruita (o piuttosto credo che dovrei dire, a me ha rimandato una sensazione di rigore, ma non sono uno storico) con la giusta dose di dettagli, né troppi né troppo pochi. Per quanto riguarda i personaggi, sono ben descritti e ci appassionano alle loro vicende. L’unico appunto che mi sento di fare è sullo stile, nulla da eccepire sulla sua correttezza e bellezza formale, ma l’ho trovato troppo ricco di metafore, similitudini e più in generale di periodi ellittici che rallentano la lettura diminuendone il piacere.

Per concludere è importante da sapere tutto il libro trasuda una grande passione per la letteratura ottocentesca, ricca di segreti indicibili, malvagità inaudite, storie d’amore e morte coniugati con un certo pudore del racconto: a voi decidere se dal vostro punto di vista la cosa rappresenta un pregio o un difetto.

Io in questo caso l’ho apprezzato.

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Autore: Romina Casagrande
Titolo: La medusa
Casa editrice: Arkadia editore
Prezzo: 15,00€

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Eccoci alla nostra seconda recensione nel contesto di Leggere Italiano Blogtour. Come alla maggior parte dei libri del Blogtour anche a questo è legato un giveaway, ma siccome io sono stato troppo tonto per aver essermi dotato nei tempi giusti dell’opportuno modulo di google, vi rimando per la sua compilazione all’articolo sul blog di Gioia Anassagora che lo ha già creato. Tanto comunque per partecipare al giveaway dovete commentare sia il nostro articolo che il suo! Mi raccomando dovete seguire anche la pagina facebook dell'autore e iscrivervi al nostro blog!

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Preambolo: questo blog si occupa di fantastico e questo libro non ha nulla che vada “al di là del reale”, pertanto questa recensione è destinata a rimanere in qualche modo un'eccezione all’interno del nostro blog. Ho scelto (dovrei dire "abbiamo", ma questo l'ho scelto proprio io) anche questo libro per il blogtour perché porta come titolo un  riferimento a vita e opere di Lindo Ferretti (ex frontman dei CSI e CCCP).
E ora via con la recensione vera e propria!

41qfryakedlTrama: Nicola è rimasto folgorato da un viaggio improvvisato effettuato nell’Europa dell’est, cominciato a rimorchio di una coppia di amici e continuato in solitaria. Da quel punto in poi il suo modo di viaggiare, ma anche la sua vita, non saranno più gli stessi. Dopo la laurea e un annetto di impiego a Roma per un’azienda che organizza eventi lascerà il lavoro per cercarne uno migliore, tra mille sbronze, contraddizioni e crisi di coscienza effettuerà altri viaggi, tenterà l’espatrio, lo studio all’estero,  il lavoro in un azienda della famiglia allargata e finirà in Perù prima per visitarlo e poi come luogo di rifugio per scrivere il suo libro (questo), fino a quando persino la sua salute chiederà un conto assai salato.

Nicola Fermani ha all’incirca la mia età, per cui tra me e Fedele alla linea si è creato innanzitutto un legame generazionale.  Rivedo nelle disavventure del protagonista, raccontate a cuore aperto e senza reticenze, anche alcune le contorsioni della mia vita e di quella di molte persone che conosco. Avete mai sentito parlare della cosiddetta “crisi post-laurea”? E’ quella che si prova quando si conclude oltre ogni ragionevole dubbio il percorso che altri (le istituzioni, i genitori) hanno descritto per noi: il mondo si espande in una miriade di possibilità e se non ci arrivi già con un progetto, o rifiuti l’idea di creartene uno preciso, è un attimo che la tua vita rimanga impantanata nella vertigine di questa libertà. In quella terra di mezzo tra una tardiva adolescenza e un’incompiuta età adulta ci si può anche passare, letteralmente, la vita. Non so se fosse esattamente questo il tema che voleva esplorare Nicola scrivendo questo libro, ma di certo questo è il significato che ha avuto per me.

Quindi mi è piaciuto il libro di Nicola? Così così. La scrittura è buona, scorrevole, a volte spumeggiante, per cui il libro si legge di volata. Nel complesso ha diverse frecce da sparare per le persone a cui piacciono i modelli a cui si ispira (il primo che mi viene in mente è il Gianluca Morozzi de “L’era del porco”). Però è anche vero che non ho provato eccessiva simpatia per l’autocompiacimento con cui procedono le avventure del protagonista e anche un interesse moderato per le sue riflessioni e digressioni “filosofiche”: in un libro come questo in cui tutta la vicenda è portata avanti dal protagonista (gli altri personaggi, come pure i luoghi, hanno rilievo marginale) questo è, ahimè, l’aspetto determinante.

Per concludere così come ho cominciato una parola sul titolo. Come ho detto la citazione da Lindo Ferretti è uno degli elementi che mi ha attratto. Confesso di averla trovata pretestuosa per quasi tutto il libro: non mi era chiaro, al di là delle passioni musicali dell’autore, che cosa mi volesse comunicare. Poi però ho riflettuto meglio, Ferretti è un tipo contraddittorio, ha combattuto tutta la vita la famiglia e la chiesa come istituzioni (parole sue) e alla fine si è ritirato a vivere nella sua famiglia e chiesa. Quindi “Fedele alla linea” significa in realtà “Infedele a qualunque linea ideale ma fedele a sé stesso”.
E allora tutto sommato la citazione ci sta.

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Autore: Nicola Fermani
Titolo: Fedele alla linea - in fuga verso me
Casa editrice: Eremon Edizioni
Prezzo: 2,49€ (ebook)

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Eccoci qui con una delle novità di settembre. A luglio abbiamo deciso di partecipare al blogtour organizzato da Giusy di Divoratori di libri che si intitola:

2wq73ig-jpgUn'iniziativa che coinvolgerà una trentina di blogger e altrettanti autori. Che cosa significa nella pratica? Che per le prossime tre settimane circa i blog elencati a fondo pagina pubblicheranno articoli che riguardano i libri degli autori che hanno partecipato all'iniziativa. Per parte nostra dato che MekbudaMebsuta si occupa anche di recensioni abbiamo deciso di aderire sia come blogger che, naturalmente, come autori, per cui ecco qui i nostri calendari:

Post di MekbudaMebsuta

18 settembre - recensione di "1986" di Giuseppe Ottomano

24 settembre - recensione di "Fedele alla linea" di Nicola Fermani

25 settembre - recensione di "La medusa" di Romina Casagrande

Post su "Il serpente di fuoco"

16 settembre - presentazione de "Il serpente di fuoco" con intervista a me e Sara da parte di Monica B del blog Il mondo di M

29 settembre - recensione de "Il serpente di fuoco" da parte di Valentina Bellettini del blog Universi Incantati

Se "Il serpente di fuoco"  vi solletica seguite e commentate i post che lo riguardano perché abbiamo messo in palio due copie in giveaway! (...copie? ...ho scritto copie?)

Mi raccomando seguite tutto il blogtour sulla pagina facebook dell'evento!

Ecco qui i blog che partecipano:

Lily's Bookmark
Il tempo dei libri
Poppies Derma
Universi Incantati
Sweety Reviews
Libera tra i libri
Palle di neve di co
Cronache di Betelgeuse
I miei magici mondi
Leggere tra le nuvole
Milioni di particelle
Libri di Cristallo
Libri d'Incanto
No books no life
Pagine a merenda
The Paradise of books
Il salotto del gatto librario
The book of writer
La lettrice sulle nuvole
Ikigai
Il mondo di M.
Woman at work
Bookish Brains
Camminando tra le pagine
Se solo sapessi dire
La biblioteca di Eleonora
Secret life of a Potterhead girl
The reading Pal
Rachel Sandman Author
Divoratori di Libri
Labirinti della mente
Melina
Cercatrice di storie
Una pausa di lettura
Carta e penna
I wanna be a fangirl 

 

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Con l'arrivo di settembre riprendiamo le fila del blog, con una recensione del libro di "Dopo cinquecento anni" di Valentina Capaldi pubblicato da Watson. Per quanto riguarda le "grosse novità" annunciate nel post precedente invece vi chiediamo di resistere alla curiosità ancora qualche giorno!

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Trama: Inghilterra 1509 il demone Rakgat viene tramutato in umano da un gruppo di streghe.  Gli rimangono occhi inquietanti, forza eccezionale e immortalità. Le stesse streghe hanno trasformato in nano l’umano Tighe, rendendo anch’esso immortale. Rakgat ha scarsa dimestichezza con il mondo degli umani perciò accetta di stringere con Tighe un patto di sangue che li porterà alla ricerca di una soluzione per entrambi. Rakgat un idea ce l’ha: deve trovare il demone Guardiano, colui che ha la chiave per la porta degli inferi, ma prima ha bisogno di scoprire chi è e dove si trova. A Parigi interpellando Coemgen, un demone che vive da molti anni sulla terra dove conduce una bottega di sarto, scoprono che il guardiano è Tarb, un acerrimo nemico di Rakgat: tornare negli inferi rischia di non essere cosa facile.

Dopo cinquecento anni è un’avventura lineare, scritta con un linguaggio semplice ma efficace, con un narrato veloce che va al sodo senza perdersi in troppe descrizioni. Soprattutto è un libro divertente le cui cifre generali sono innanzitutto leggerezza e ironia, per cui consiglio di astenersi a tutti coloro che sono in cerca di oscuri demoni romantici: qui siamo più dalle parti del picaresco, i conti si regolano a suon di mazzate, con la giusta dose di cinismo e scorrettezza che ci si aspetta da una creatura demoniaca.

Rispetto alle due macro partizioni del libro ho preferito la prima ambientata nel 1509 alla seconda ambientata ai giorni nostri. Se la prima ha il respiro arioso di un’avventura che ci porta in giro per mezzo mondo, la seconda, nettamente più breve, si incarica non solo di portare il romanzo a risoluzione, ma anche di descriverci l’intero arco del protagonista attraverso l’introduzione di due personaggi nuovi piuttosto importanti che però, compressi in poche pagine, finiscono per essere un po’ stereotipati. Niente di grave, comunque sia: il libro regge lo stesso bene fino all’ultima pagina.

Bella la copertina e buono l’editing (ho intercettato solo un paio di refusi) e un applauso anche per il prezzo popolare praticato dalla casa editrice.

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Autore: Valentina Capaldi

Titolo: Dopo cinquecento anni

Casa editrice: Watson

Prezzo: 10€

 

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Oggi aggiungo una tacca alle mie pubblicazioni. Il racconto “L’ombra dei migratori” è stato selezionato per il numero 19 della rivista “Insolito e fantastico” dedicata al genere Gotico. Il numero è già disponibile da alcune settimane, per la verità, e il mio racconto è pubblicato sotto lo pseudonimo inconsapevole di Massimo Prandini (nel senso che si sono sbagliati a scrivere il mio nome...).
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Il racconto è ambientato a Modena, in particolare nell’ossario di San Cataldo, una costruzione di qualche celebrità progettata dall’architetto Aldo Rossi. Nel mio racconto il guardiano del cimitero accetta di condurre un uomo molto basso e nerovestito a visitare la costruzione nottetempo, quando nei paraggi dell’ossario si manifesta la presenza di qualcosa di altro rispetto al nostro mondo. Ma non aspettatevi vampiri, fantasmi o simili creature del gotico classico. Altro per me è altro.  Qualcosa di poco comprensibile, che ha a che fare con lo spazio ma nulla a che fare con gli alieni: un’entità collettiva che potremmo iscrivere tra gli ipotetici dei minori del pantheon lovecraftiano. Questo solo per farsi un’idea, dato che in realtà non ha nessuna relazione col suddetto, anzi in verità vorrebbe essere  l’atto fondativo di un pantheon tutto mio.

IMG_1745Il racconto dovrebbe fare parte di una nuova raccolta che ha come titolo provvisorio “L’inconoscibile”, che sarà però molto diversa da “Bestiario stravagante” il quale riuniva racconti brevi, a volte più divertenti che orrorifici e senza un filo conduttore preciso.  Qui il filo conduttore è unico, serio e molto più ambizioso: una specie di mitologia personale. Una mitologia dei margini, del “punto morto del mondo”, dell’ “anello che non tiene”. I racconti previsti al momento solo 6. Questo è pronto, un secondo quasi, il terzo è scritto ma da riscrivere, uno lo sto scrivendo ora mentre il quinto e il sesto sono ancora solo nella mia testa. Potreste pensare che sono a buon punto ma il problema è che gli ultimi due sono i più lunghi e difficili, per cui visti tutti gli altri impegni della mia vita mi sono dato l’obiettivo di concludere la raccolta entro la metà del 2017.
I fatti poi si occuperanno di certificare che già questo obiettivo in realtà è troppo ambizioso... e comunque a quel punto va trovato qualcuno che abbia la buona volontà di pubblicarla!

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