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Anche se con colpevole ritardo - la presentazione è stata orami due settimane fa - volevamo arricchire la galleria dei nostri incontri con la serata che abbiamo passato ospiti del Punto di Lettura di San Damaso.

Già qualche anno fa avevamo presentato Finisterra al Punto di lettura di Cognento ed era stata una bellissima serata, con un sacco di gente molto simpatica ad ascoltarci e a confrontarsi con noi, e anche questa volta è stata una serata molto ben riuscita. Le analogie tra i due luoghi sono varie, i Punti di lettura sono in sostanza micro biblioteche che si trovano in alcuni quartieri e frazioni di Modena, di norma completamente gestite da volontari. Nel caso di San Damaso, a farsene carico è l'associazione culturale "il Quadrifoglio" e la biblioteca si trova nei locali della Sala Polivalente e che è anche sede della storica Cooperativa di San Damaso, fondata nel 1903.

Al momento la biblioteca è aperta dalle 16 alle 19 i volontari e si stanno attrezzando per aggiungere il sabato mattina e organizzano laboratori di lettura (e cucina!) specialmente rivolti ai bambini, e non so se a qualcuno tra voi sembra poco, ma a me che vivo sempre con la fretta sul collo e tra un milione di cose da fare e mi pare invece che trovare, in una comunità relativamente piccola, le forze sufficienti per gestire con costanza un esperienza del genere pare invece un grandissimo successo.

E niente, che altro dire... la nostra presentazione è stata il pilota per delle iniziative rivolte invece agli adulti: un Apericena a offerta libera il cui lato culinario è stato curato da alcuni tra i volontari (e abbiamo anche mangiato i biscotti del laboratorio di cucina per bambini, che erano anche loro molto buoni!). Un po' come avevamo fatto da Emily Bookshop noi abbiamo proposto, questa volta senza intervistatore e quindi introducendo noi stessi, dei brani letti da Andrea Vaccari e Chiara Betelli. L'evento è stato molto partecipato e secondo noi è venuto molto bene, specialmente grazie ai nostri attori sulle quali letture l'evento era specialmente incentrato: per parte nostra noi abbiamo introdotto un po' di temi del libro, di fare da raccordo tra i brani e, cercando di limare l'ego generalmente debordante dell'autore, di tenerla corta!

E ora... foto!

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Eccoci al secondo appuntamento con le recensioni sul Fantastico Italiano. Vi parliamo di Strange Activity, di Fabrizio Cadili e Marina Lo Castro, per Plesio Editore, romanzo uscito in un primo momento in quattro episodi in formato e-book e oggi proposto anche in un unico volume cartaceo.

Trama:Strange Activity Regina
"Strange Activity. Investigazioni, esorcismi e minchiate varie". Questo è il biglietto da visita di Angelo Strano, svogliato investigatore dell’occulto dal carattere estroverso. Il suo lavoro consiste nell’occuparsi di casi anomali che nessuno riesce a risolvere, ed è proprio per un problema del genere che viene contattato da un noto boss mafioso catanese. L’uomo vuole che Angelo protegga Regina, la sua adorata figlia minacciata da una strana creatura. Malgrado le insistenze della sua assistente Vera, per Angelo accettare l’incarico è fuori discussione: lui non lavora per i mafiosi. Tutto cambia, però, non appena tocca accidentalmente Regina: la vede in fuga, assalita e uccisa da un mostro. Sì, perché Angelo riesce ad avere flash della morte imminente delle persone con cui viene in contatto. Una maledizione, più che un dono, perché il futuro non può essere cambiato. Ma arrendersi senza provare non è un’opzione.

SA Episodio 1Commento: La prima cosa ad avermi incuriosito è ovviamente il fatto che questo romanzo sia stato scritto a quattro mani. Vista la mia storia di co-autrice sia all'interno del collettivo Xomegap, sia con Massimiliano nella stesura de Il Serpente di Fuoco, per prima cosa mi sono chiesta come avessero lavorato gli autori. Ho trovato la risposta in un'intervista pubblicata in rete, dove spiegano di aver separato i ruoli in modo diverso da quanto mi aspettassi, cioè in verticale. Dopo un brainstorming comune, Fabrizio Cadili genera di fatto la prima stesura che Marina Lo Castro prende poi in consegna lavorando sulla forma e sullo stile (con la libertà di apportare le modifiche che ritiene necessarie alla storia).
Il risultato è un prodotto fresco e davvero piacevole.
L'idea di base è quella dei racconti seriali di genere mistery. Un investigatore (in questo caso una coppia, dato che Vera è protagonista tanto quanto Angelo) coinvolto in una storia in cui la Catania reale dei giorni nostri si tinge con elementi gialli, noir e fantastici.
I personaggi risultano simpatici, accattivanti e ci si affeziona in fretta a loro, il fatto poi che abbiano tutti qualcosa di irrisolto e di misterioso, che sia nel loro passato o nel loro presente, li rende ancor più interessanti.
Lo sviluppo narrativo è lineare, veloce, perfetto per un romanzo di questo genere. La storia viene raccontata a capitoli alterni da punti di vista che permettono di vestire non solo i panni dei due protagonisti, ma anche quelli dell'antagonista, e addirittura della "creatura", dettaglio questo che ho trovato particolarmente interessante, una bella sfida che gli autori hanno superato con mestiere.
Lo stile di tutto il romanzo, infatti, è professionale e maturo; Strange Activity è solo l'ultima delle opere scritte e pubblicate dal duo siciliano ed è libera da quelle che potrebbero essere le ingenuità e le pesantezze di un romanzo d'esordio.SA Episodio4
Il finale e in generale la risoluzione della parte "gialla" della trama non sono originalissimi, ma la logica e l'inevitabilità li rendono entrambi corretti e godibili. Soprattutto se l'intento degli autori era di dare più importanza alla parte fantastica, piuttosto che a quella strettamente investigativa.
Un epilogo cliffhanger piuttosto inaspettato porta a pensare che questo "Regina", avrà un seguito.
A me Strange Activity ha ricordato molto le storie bonelliane di Dylan Dog, e da fan del bell'indagatore dell'incubo auguro lunga vita alle avventure di Angelo e Vera.
Unico appunto per la casa editrice, nella versione divisa in episodi ho trovato alcuni refusi.

cinque2

 

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Oggi vi raccontiamo ancora qualcosina sulla genesi de Il Serpente di Fuoco. Come vi dicevo, nella prima bozza del racconto di Max il personaggio di Amber esisteva già. Nel senso che ai miei occhi di lettrice, pur in quelle poche pagine, lei appariva già viva, definita.
Ovviamente uno dei primi argomenti di discussione sul progetto è stata l’assegnazione delle parti. Con Xomegap abbiamo sempre lavorato “a personaggio": ogni autore si faceva carico di un punto di vista e raccontava la sua parte di storia e ci pareva naturale che sarebbe stato così anche in questo caso.
“Però Amber è già un personaggio molto tuo” ho detto a Max.
“In effetti” ha risposto lui con una formula che ormai conosco molto bene, “ho già un’idea piuttosto precisa di come dovrebbe essere.”
“Benissimo, allora io prendo lui, così creiamo un po’ di scompiglio.”
Rovesciando quindi uno schema che poteva sembrare scontato, abbiamo iniziato a lavorare sui personaggi.

C'era poi la questione di come organizzare la linea temporale del romanzo.
La storia portava con sé una struttura un po’ complicata. Gli appunti di Max iniziavano infatti verso la fine della vicenda, ma con l’idea di farne un romanzo c’era molto da raccontare di quello che era avvenuto prima.
Alla fine abbiamo deciso di creare tre livelli di narrazione.
Una storia al presente divisa in brevi cornici, che racconta al lettore il finale senza dare nessuna spiegazione.
Una storia al passato, in ordine cronologico, divisa in capitoli fra i due protagonisti, che narra quel che era accaduto prima e fornisce al lettore gli elementi per comprendere e apprezzare il tempo presente.
Infine una piccola parte assegnata a Murgo, venuto in contatto con il nostro popolo in un momento diverso rispetto al tempo della storia di Amber e Dammar, in cui abbiamo lasciato spazio alla sua vena antropologica per mostrare ulteriori dettagli della società di cui i due protagonisti fanno parte.
Ovviamente i tre livelli si alternano uno all’altro nelle pagine del libro in un susseguirsi di azioni e rivelazioni che nel nostro intento dovevano interessare, appassionare e approfondire.
Speriamo di esserci riusciti.

tramonto foresta

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Questa nostra avventura delle Cronache di Murgo il Ramingo si sta rivelando una di quelle cose speciali capaci di stupirti con regali inaspettati.
Da quando abbiamo iniziato infatti, ci è capitato, grazie a Il Serpente di Fuoco, di vedere posti davvero belli e conoscere persone davvero speciali.
Per esempio la presentazione fatta ieri sera, il cui invito è piovuto all'improvviso grazie a Eliselle che ci ha messi in contatto con Monica, e che ci ha portati in un piccolo gioiello di negozio proprio al centro della piazza di Serramazzoni.

La Nicchia Serramazzoni

La Nicchia Serramazzoni/2

Quando la porta della Nicchia ti si chiude alle spalle la sensazione è quella di essere entrati nel laboratorio di una fata madrina. Innanzitutto il profumo buono di erbe e spezie che permea l'aria, e poi i barattoli di latta con i nomi delle piante e dei loro poteri curativi scritti in una calligrafia precisa e amorevole, e ancora gli scaffali colmi di prodotti, tutti diversi, tutti speciali, selezionati evidentemente con la stessa cura riservata a ogni dettaglio del negozio.
Il sorriso caldo e luminoso di Gloria e la ripida scala che porta nelle sale accoglienti in cui si tengono gli Aperitivi con l'Autore rinforzano l'idea della fiaba.
Quando infine facciamo la conoscenza di Monica, che ci presenterà, il quadro del "persone e luoghi che hai appena incontrato ma che ti sembra di conoscere da una vita" si completa.

La Nicchia saletta 2

La Nicchia saletta 1

Monica Tappa, che è stata penna al servizio di Condé Nast (una giornalista di Traveller, vi rendete conto? Ho dovuto trattenermi dal chiederle un autografo), ha coinvolto sia noi che il pubblico in una delle più belle presentazioni a cui mi sia mai capitato di assistere. Dal suo "cestino di Heidi" i presenti pescavano biglietti con l'immagine di uno degli argomenti, sentimenti, temi o suggestioni, presenti all'interno del romanzo, dando così l'occasione a me e a Massimiliano di parlare della nostra opera in un modo del tutto nuovo.

E' stata una chiacchierata per noi piacevolissima, conclusa in bellezza e soprattutto bontà con i manicaretti preparati dalla mamma di Gloria. Grazie mille dunque alle nostre ospiti e ovviamente alle persone presenti :).

Temi

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Il preavviso è davvero poco, ma l'occasione è arrivata all'improvviso e non ce la siamo lasciati sfuggire.

Sabato 4 marzo siamo stati invitati a presentare Il Serpente di Fuoco all'interno della rassegna "Aperitivo con l'Autore", ospiti di Gloria Scorcioni, nei locali de La Nicchia, in piazza della Repubblica a Serramazzoni. A presentarci sarà Monica Tappa.

Ovviamente vi aspettiamo numerosi 🙂

Locandina La Nicchia

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E così, eccoci alla prima recensione del progetto “Fantastico italiano”. E devo dire che abbiamo fatto bene a prenderci il nostro tempo visto che ci arriviamo di giustezza alla fine di febbraio.  Dunque eccoci qua, “la terza Memoria” di Maico Morellini, già vincitore del Premio Urania nel 2010 con “Il re nero”, creatore della serie “I necronauti” pubblicata con Delos e di recente uscito per Vincent con il corto “Spettri di ghiaccio”.
coverTrama: in un’Italia post Apocalittica in cui gli ultimi depositari della scrittura sono in grado di governare gli elementi grazie al Verbo, cui attingono scrivendo parole con il sangue delle proprie carotidi, l’ordine è mantenuto da un consiglio formato da cinque persone, la Voce e quattro Consiglieri, due uomini e due donne insediati in Vaticano. Al nord però una minaccia increspa il tessuto del Verbo: il consigliere Beteah, il Beneditore Aarlon e tre militi sono incaricati di indagare. La Voce ha inoltre deciso che è giunto il tempo di stanare dalla loro Torre l’Ordine dei Numeri che, grazie ai loro simboli matematici, hanno contribuito in maniera determinante a ricostruire gli edifici di Roma e delle aree circostanti, ma stanno acquisendo troppo potere e troppa indipendenza.

Commento: L’idea di fondo del libro – vi è un gruppo di persone che governano gli elementi scrivendo con il proprio sangue - è buona ed è sviluppata in maniera interessante e molto articolata: le persone che hanno questo potere sono selezionate ed educate e costituiscono il vertice della piramide sociale, ma alla loro ombra si sviluppano poteri complementari (i Beneditori che “rimuovono le scritte”) e contropoteri (i Numeri, in parte alleati collaboratori, e in parte antagonisti) - la stessa ritualizzazione dell’utilizzo del Verbo attraverso, Regola, Legge e Fato è molto ben descritta. Questo solo per fare qualche esempio.

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La Torre dei Numeri immaginata da Stefano Sironi

Per quanto riguarda lo sviluppo narrativo invece, come già si può intuire dalle poche parole di trama che ho descritto che in realtà ne rivelano appena il calcio d’inizio, la Terza Memoria ha uno sviluppo corale: fin dalle prime pagine si biforca in due tronconi indipendenti e di uguale importanza, che hanno sì vasi comunicanti (per la verità abbastanza esili), ma che procederanno sostanzialmente paralleli per tutta la durata del romanzo. Non c’è un vero protagonista ma molti coprotagonisti che hanno più o meno lo stesso rilievo, e il libro sviluppa un caleidoscopio di punti di vista diversi tanto da richiamare nella struttura più certe serie televisive (alla “Il trono di spade”, per intenderci) che un libro.
Per quanto riguarda i personaggi, sebbene siano tanti non mi è mai capitato di confonderli il ché significa che sono sufficientemente ben descritti. D’altro canto, sebbene alcuni li abbia trovati ben riusciti, devo dire che per nessuno di loro ho provato grande empatia, e questo forse è il limite peggiore del libro, tanto che in alcuni punti ho un po’ provato un po’ di “affaticamento” nel proseguire la lettura.
Buono lo stile, di quelli che se da un lato non sono troppo poveri al contempo non si piacciono troppo e, al servizio della storia, tendono a sparire per la maggior parte del tempo un po’ sullo sfondo senza farsi notare, la qual cosa è un po’ l’obiettivo che spesso (non sempre) mi pongo anch’io quando scrivo. L’unica cosa che vorrei chiedere a Maico è di mettere un ban perpetuo sulla parola “scattoso” che sarà pure corretto, ma non si può sentire.
Da ultimo il finale: corretto benché non eccessivamente brillante. Diciamo che la soluzione offerta è più o meno quella che mi aspettavo, anche in considerazione del fatto che una storia che potrebbe essere un fantasy per tutto il romanzo viene in realtà inclusa in una collana di fantascienza.

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In attesa di pubblicare il prossimo weekend la prima recensione del progetto Fantastico italiano, scrivo questo breve post di aggiornamento sulle nostre attività degli ultimi quindici/venti giorni, che sono stati piuttosto intensi.

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Siamo in trattativa per replicare la presentazione con letture di qui a un paio di mesi, forse alla biblioteca di San Damaso.

Dopo la presentazione siamo andati a cena insieme ai soci dell’associazione i Semi Neri, di cui anche io e Sara facciamo parte, per cominciare a definire i contorni della prossimo progetto che porteremo avanti con loro. Come nelle corde dell’associazione sarà un progetto che ha un taglio storico e un forte legame con il territorio. Manteniamo per ora il riserbo sui dettagli.

Lo scorso weekend siamo invece stati a BUK, che per noi è sempre una fiera di grande piacevolezza, sia quando vi abbiamo prendiamo parte da “protagonisti” (facciamo “comparse”…) sia quando, come quest’anno siamo soltanto dei semplici spettatori. A seguire il bottino mio e di Sara, rispettivamente.
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Da segnalare, sempre nella disamina di questi giorni, anche la nostra intervista uscita su Modena Today.
Infine, avremmo  anche delle ottime notizie sul fronte del laboratorio Xomegap… ma non le posso dare perché l’annuncio ufficiale andrà fatto sul sito dedicato, per cui mi taccio immediatamente!

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Il mio rapporto con il cinema negli ultimi anni è stato piuttosto bizzarro. Intendo il cinema proprio come luogo fisico, il “cinematografo” si sarebbe detto un tempo. Funziona così: per mesi e mesi mi dimentico della sua esistenza, poi di colpo ci vado tre volte in una settimana. Sembra il rifiorire di un grande amore, poi di nuovo me ne dimentico e passo altri mesi, a volte anche un anno intero, senza andarci nemmeno una volta. E così, tutto è cominciato sabato scorso: volevo andare a vedere Arrival, siamo partiti senza prenotare, non c’era posto e quindi abbiamo ripiegato su Split, ripromettendoci di prenotare per il sabato successivo (questo). Poi, dato che il nostro livello di attenzione sul cinema si era alzato, abbiamo intercettato il quarantennale di Suspiria negli UciCinema e quindi mercoledì siamo andati addirittura a Bologna. E così ora eccomi qui con ben tre spunti di fantastico di cui parlare, motivo per cui non posso esimermi di farci un post sul blog.

Split

Di M. Night Shyamalan. Con James McAvoy, Anya Taylor-Joy

New-Split-Cover-690x1024Trama: Kevin Wendell Crumb ha ventitré personalità, di norma il comando ce l’ha Berry di animo tranquillo e artistoide, ma d’improvviso lo prende Dennis maniaco del controllo che rapisce tre adolescenti e le segrega in un sotterraneo in attesa dell’emersione di una ventiquattresima, bestiale, personalità.
Commento: al pari di tutti i film di Shyamalan che ho visto, anche Split è un film che ha delle qualità: un’idea originale e una poetica riconoscibile sia dal punto di vista scenografico che dello sviluppo narrativo. A volte la magia riesce molto bene, a volte discretamente, a volte così così. Questa volta ci troviamo nel range del “discretamente”. La logica interna tiene, per quanto io sia abbastanza disturbato dal tentativo di dare una dignità di teoria pseudo-biologica a uno spunto che è essenzialmente antiscientifico, e si cerca di ristrutturare e ibridare alcuni temi che negli anni sono diventati un po’ degli stereotipi: “rapimento in stanza chiusa e isolata” e “villain dalle molte (sempre inutilmente crescenti, peraltro…) personalità”. Io però nonostante il tentativo di aggiornamento continuo a percepirli come stereotipi: un po’ che come quando dopo l’uscita di Memento hanno fatto tre o quattro film in cui il protagonista aveva perso la memoria a lungo termine. Purtroppo ci sono spunti riciclabili quasi all’infinito mentre altri, che risultano molto buoni la prima volta, quando si tenta di sfruttarli una seconda ti accorgi che già non se ne può più.

tremezzo

Suspiria

Di Dario Argento. Con Jessica Harper e Stefania Casini

suspiriaposter_625_900Trama: Susy Benner arriva in una notte buia e tempestosa alla celebre Tanz Academy, accademia di danza classica di Friburgo. Una ragazza sta fuggendo dalla porta e il giorno successivo viene trovata morta. Preso alloggio nell’edificio dell’accademia presto si accorge che su di essa si addensano misteri.
Commento: L’operazione è strettamente cinefila ma di una certa efficacia. La cosa migliore di Suspiria è l’ambientazione per cui avere l’opportunità di vederlo al cinema tirato a lucido è stata un’ottima occasione per i suoi estimatori. Poi insomma, Suspiria è il paradigma perfetto dei film di Dario Argento, che sono ostinatamente quelli che sono: atmosfere straordinarie, storie elementari, dialoghi pedestri. Prendere o lasciare.

quattro

Arrival

Di Denis Villeneuve. Con Amy Adams, Jeremy Renner e Forest Whitaker

arrival-poster-russiaTrama: Dodici astronavi compaiono in dodici diverse parti del globo, a pochi metri da terra. Ogni diciotto ore in ciascuna si apre un portello e resta aperto per due, consentendo un contatto con le creature extraterrestri. Le diverse nazioni coinvolte organizzano team, sotto la guida dei militari, per cercare di comunicare con loro: negli Stati Uniti il compito è nelle mani della linguista Louise Banks e del fisico teorico Ian Donnelly.
Commento: Prima dicevo di come certi spunti siano riciclabili all’infinito continuando a creare buone storie. Non saprei dire perché, forse perché sono spunti aperti ad un maggior numero di sviluppi o perché sono or  mai così radicati nella nostra cultura di massa che lo stereotipo è diventato archetipo (…ahò, ma chemminchia sto addì?). Comunque Arrival già dal titolo si iscrive al filone “Arrivano gli alieni e…”, non di meno è un film di gran classe, sia dal punto di vista visivo - magnifiche le astronavi, gli alieni e lo sviluppo grafico della loro scrittura – che narrativo – niente urla, esplosioni, raggi laser e via trashonando. Come una parte cospicua della miglior fantascienza non manca di sottotesto politico, che però non è troppo in primo piano, e al contempo non tralascia un buono sviluppo dei personaggi. Spiega senza fare spiegoni, ragiona senza essere né oscuro né pedante. Capolavoro quindi? No, soprattutto perché un po’ come per "Interstellar" che pure mi è piaciuto moltissimo, alla fine la soluzione ricasca nella fattispecie “loop temporali” che hanno francamente rotto il cazzo. Un ottimo film, comunque sia.

quattroemezzo

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Eccoci pronti a un nuovo appuntamento dal vivo.
Sabato 11 febbraio, alle 17:30, siete tutti invitati nell'accogliente spazio presentazioni dell'Emily Bookshop, proprio nel cuore della nostra città.
Questa sarà una presentazione un po' speciale, resa tale dalla performance di due attori, Chiara Betelli e Andrea Vaccari, che interpreteranno per noi alcuni brani tratti dal romanzo.
Vi aspettiamo!

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Buongiorno a tutti, oggi sono qui per darvi un po' di aggiornamenti e comincio subito con il più fico. Vi siete persi la presentazione del Serpente di Fuoco alla Biblioteca del Gufo di giovedì sera? Perché eravate troppo lontani, troppo impegnati, troppo malati? Niente paura! Potete guardarvela e ascoltarvela tutta comodamente dal vostro pc/cellulare/tablet 🙂

Grazie alla nostra fantastica presentatrice, Elisa Guidelli in arte Eliselle che l'ha ripresa e condivisa, eccovela qui.

Ovviamente ringraziamo di nuovo sia Elisa che Elena, la nostra magnifica ospite, che prima della presentazione ci ha anticipato un sacco di altre magnifiche iniziative che vi consiglio di seguire sulla pagina Facebook della Biblioteca del Gufo.

Il secondo aggiornamento riguarda il nostro progetto legato al Fantastico Italiano. Sono arrivate le prime richieste di recensione e per ora sono stati riempiti gli slot da Febbraio a Maggio. Sulla pagina dedicata trovate tutti i dettagli, se avete voglia di farvi pubblicità, di ricevere una recensione sincera e di mettervi un po' in gioco aspettiamo le vostre proposte, c'è ancora posto!

Ultime due cose. Nel caso (di certo remotissimo ;P) in cui dopo la visione della nostra diretta non vi siate subito precipitati a comprare la vostra copia de Il Serpente di Fuoco e abbiate bisogno di qualche rassicurazione, vi invitiamo a dare un'occhiata alle recensioni uscite in questi giorni in rete, le trovate tutte qui.

E se neppure dopo questo siete ancora convinti, allora venite a trovarci l'11 di Febbraio, a Modena, da Emily Bookshop. Stiamo preparando per voi una presentazione molto speciale ;).

A presto!

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