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Con la recensione di oggi relativa a “La medusa” di Romina Casagrande concludiamo i nostri articoli all’interno del progetto Leggere Italiano Blogtour.  Siccome né io né Sara avevamo mai partecipato a un blogtour è stata a suo modo un’esperienza interessante e intensa, a cui speriamo di avere dato un contributo positivo!

2wq73ig-jpgIl romanzo è in giveaway per cui iscrivetevi alla newsletter di Mekbuda/Mebsuta, commentate questo post e gli altri dedicati al romanzo (dovrebbero uscirne un paio sul blog di Mirta di qui alla fine del blogtour) per partecipare all'estrazione del libro.

71oj02ehhslTrama: Nel 1816 al largo della costa del Senegal la fregata Meduse si arena tra le acque basse. I notabili che si trovano sull’imbarcazione vengono caricati su lance di salvataggio, mentre per tutti gli altri (centocinquanta persone tra soldati e cittadini comuni) viene costruita una zattera, che dapprima viene trainata e quindi abbandonata al suo destino. Quando una nave incrocerà i naufraghi solo quindici persone saranno ancora vive, e quelle quindici per mantenersi in vita avranno dovuto macchiarsi di indicibili delitti. Sarà Charlotte, emigrante francese  e sorella del piccolo Luc a raccogliere in un lazzaretto ai confini del mondo la testimonianza di uno dei sopravvissuti, trascrivendola in una lettera che dovrà essere consegnata a una ragazza di Parigi.
Nel 1819 l’eco di quel che è avvenuto è giunto fino alla capitale, e il fatto di cronaca è entrato a far parte dell’immaginario collettivo tanto da ossessionare il pittore Theodore Gericault che da mesi lavora nel suo studio per farne un dipinto. Liz, cameriera in una casa chiusa, in cui vive insieme al figlio Titù incontra Louis, aiutante del pittore Gericault e gli promettere rivelazioni sulla Meduse, Titù infatti è un bambino speciale, non parla ma attraverso i suoi disegni gli spiriti di coloro che sono morti al largo del Senegal cercano di raccontare quanto è accaduto.

La medusa è un romanzo elegante e ben strutturato: passato e presente si alternano incorniciati da sezioni che portano il nome dei colori della tavolozza di Gericault. L’intreccio funziona bene e trova una sul risoluzione finale che io ho trovato pienamente soddisfacente. L’ambientazione storica è ben ricostruita (o piuttosto credo che dovrei dire, a me ha rimandato una sensazione di rigore, ma non sono uno storico) con la giusta dose di dettagli, né troppi né troppo pochi. Per quanto riguarda i personaggi, sono ben descritti e ci appassionano alle loro vicende. L’unico appunto che mi sento di fare è sullo stile, nulla da eccepire sulla sua correttezza e bellezza formale, ma l’ho trovato troppo ricco di metafore, similitudini e più in generale di periodi ellittici che rallentano la lettura diminuendone il piacere.

Per concludere è importante da sapere tutto il libro trasuda una grande passione per la letteratura ottocentesca, ricca di segreti indicibili, malvagità inaudite, storie d’amore e morte coniugati con un certo pudore del racconto: a voi decidere se dal vostro punto di vista la cosa rappresenta un pregio o un difetto.

Io in questo caso l’ho apprezzato.

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Autore: Romina Casagrande
Titolo: La medusa
Casa editrice: Arkadia editore
Prezzo: 15,00€

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Eccoci alla nostra seconda recensione nel contesto di Leggere Italiano Blogtour. Come alla maggior parte dei libri del Blogtour anche a questo è legato un giveaway, ma siccome io sono stato troppo tonto per aver essermi dotato nei tempi giusti dell’opportuno modulo di google, vi rimando per la sua compilazione all’articolo sul blog di Gioia Anassagora che lo ha già creato. Tanto comunque per partecipare al giveaway dovete commentare sia il nostro articolo che il suo! Mi raccomando dovete seguire anche la pagina facebook dell'autore e iscrivervi al nostro blog!

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Preambolo: questo blog si occupa di fantastico e questo libro non ha nulla che vada “al di là del reale”, pertanto questa recensione è destinata a rimanere in qualche modo un'eccezione all’interno del nostro blog. Ho scelto (dovrei dire "abbiamo", ma questo l'ho scelto proprio io) anche questo libro per il blogtour perché porta come titolo un  riferimento a vita e opere di Lindo Ferretti (ex frontman dei CSI e CCCP).
E ora via con la recensione vera e propria!

41qfryakedlTrama: Nicola è rimasto folgorato da un viaggio improvvisato effettuato nell’Europa dell’est, cominciato a rimorchio di una coppia di amici e continuato in solitaria. Da quel punto in poi il suo modo di viaggiare, ma anche la sua vita, non saranno più gli stessi. Dopo la laurea e un annetto di impiego a Roma per un’azienda che organizza eventi lascerà il lavoro per cercarne uno migliore, tra mille sbronze, contraddizioni e crisi di coscienza effettuerà altri viaggi, tenterà l’espatrio, lo studio all’estero,  il lavoro in un azienda della famiglia allargata e finirà in Perù prima per visitarlo e poi come luogo di rifugio per scrivere il suo libro (questo), fino a quando persino la sua salute chiederà un conto assai salato.

Nicola Fermani ha all’incirca la mia età, per cui tra me e Fedele alla linea si è creato innanzitutto un legame generazionale.  Rivedo nelle disavventure del protagonista, raccontate a cuore aperto e senza reticenze, anche alcune le contorsioni della mia vita e di quella di molte persone che conosco. Avete mai sentito parlare della cosiddetta “crisi post-laurea”? E’ quella che si prova quando si conclude oltre ogni ragionevole dubbio il percorso che altri (le istituzioni, i genitori) hanno descritto per noi: il mondo si espande in una miriade di possibilità e se non ci arrivi già con un progetto, o rifiuti l’idea di creartene uno preciso, è un attimo che la tua vita rimanga impantanata nella vertigine di questa libertà. In quella terra di mezzo tra una tardiva adolescenza e un’incompiuta età adulta ci si può anche passare, letteralmente, la vita. Non so se fosse esattamente questo il tema che voleva esplorare Nicola scrivendo questo libro, ma di certo questo è il significato che ha avuto per me.

Quindi mi è piaciuto il libro di Nicola? Così così. La scrittura è buona, scorrevole, a volte spumeggiante, per cui il libro si legge di volata. Nel complesso ha diverse frecce da sparare per le persone a cui piacciono i modelli a cui si ispira (il primo che mi viene in mente è il Gianluca Morozzi de “L’era del porco”). Però è anche vero che non ho provato eccessiva simpatia per l’autocompiacimento con cui procedono le avventure del protagonista e anche un interesse moderato per le sue riflessioni e digressioni “filosofiche”: in un libro come questo in cui tutta la vicenda è portata avanti dal protagonista (gli altri personaggi, come pure i luoghi, hanno rilievo marginale) questo è, ahimè, l’aspetto determinante.

Per concludere così come ho cominciato una parola sul titolo. Come ho detto la citazione da Lindo Ferretti è uno degli elementi che mi ha attratto. Confesso di averla trovata pretestuosa per quasi tutto il libro: non mi era chiaro, al di là delle passioni musicali dell’autore, che cosa mi volesse comunicare. Poi però ho riflettuto meglio, Ferretti è un tipo contraddittorio, ha combattuto tutta la vita la famiglia e la chiesa come istituzioni (parole sue) e alla fine si è ritirato a vivere nella sua famiglia e chiesa. Quindi “Fedele alla linea” significa in realtà “Infedele a qualunque linea ideale ma fedele a sé stesso”.
E allora tutto sommato la citazione ci sta.

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Autore: Nicola Fermani
Titolo: Fedele alla linea - in fuga verso me
Casa editrice: Eremon Edizioni
Prezzo: 2,49€ (ebook)

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Con l'arrivo di settembre riprendiamo le fila del blog, con una recensione del libro di "Dopo cinquecento anni" di Valentina Capaldi pubblicato da Watson. Per quanto riguarda le "grosse novità" annunciate nel post precedente invece vi chiediamo di resistere alla curiosità ancora qualche giorno!

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Trama: Inghilterra 1509 il demone Rakgat viene tramutato in umano da un gruppo di streghe.  Gli rimangono occhi inquietanti, forza eccezionale e immortalità. Le stesse streghe hanno trasformato in nano l’umano Tighe, rendendo anch’esso immortale. Rakgat ha scarsa dimestichezza con il mondo degli umani perciò accetta di stringere con Tighe un patto di sangue che li porterà alla ricerca di una soluzione per entrambi. Rakgat un idea ce l’ha: deve trovare il demone Guardiano, colui che ha la chiave per la porta degli inferi, ma prima ha bisogno di scoprire chi è e dove si trova. A Parigi interpellando Coemgen, un demone che vive da molti anni sulla terra dove conduce una bottega di sarto, scoprono che il guardiano è Tarb, un acerrimo nemico di Rakgat: tornare negli inferi rischia di non essere cosa facile.

Dopo cinquecento anni è un’avventura lineare, scritta con un linguaggio semplice ma efficace, con un narrato veloce che va al sodo senza perdersi in troppe descrizioni. Soprattutto è un libro divertente le cui cifre generali sono innanzitutto leggerezza e ironia, per cui consiglio di astenersi a tutti coloro che sono in cerca di oscuri demoni romantici: qui siamo più dalle parti del picaresco, i conti si regolano a suon di mazzate, con la giusta dose di cinismo e scorrettezza che ci si aspetta da una creatura demoniaca.

Rispetto alle due macro partizioni del libro ho preferito la prima ambientata nel 1509 alla seconda ambientata ai giorni nostri. Se la prima ha il respiro arioso di un’avventura che ci porta in giro per mezzo mondo, la seconda, nettamente più breve, si incarica non solo di portare il romanzo a risoluzione, ma anche di descriverci l’intero arco del protagonista attraverso l’introduzione di due personaggi nuovi piuttosto importanti che però, compressi in poche pagine, finiscono per essere un po’ stereotipati. Niente di grave, comunque sia: il libro regge lo stesso bene fino all’ultima pagina.

Bella la copertina e buono l’editing (ho intercettato solo un paio di refusi) e un applauso anche per il prezzo popolare praticato dalla casa editrice.

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Autore: Valentina Capaldi

Titolo: Dopo cinquecento anni

Casa editrice: Watson

Prezzo: 10€

 

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Oggi voglio allietarvi la giornata con una bella recensione tripla. Ce l'avevo in caldo già da un po', ma non riuscivo a trovare il tempo materiale per pubblicarla: l'oggetto della recensione è la trilogia dell'area X di Jeff Vandermeer uscita per Einaudi nel 2015.

Trama: da venti anni circa una zona costiera, nei paraggi di un faro è inaccessibile all’umanità. La versione ufficiale parla di un disastro ecologico, la realtà del formarsi di un’anomalia che potrebbe avere qualcosa a che fare con un’invasione aliena. Per tutto questo tempo un’agenzia governativa con sede ai margini dell’area che è blindata da una barriera invisibile che distorce lo spazio/tempo tranne che per un esiguo pertugio, ha cercato di scoprire qualcosa di più mandando scienziati e militari in spedizione al suo interno. Pochi tra loro sono tornati, e di norma sono così cambiati da non sembrare più loro.

Annientamento Annientamento il primo dei tre libri si svolge tutto all’interno dell’area, dove una spedizione di quattro donne di cui non conosciamo il nome ma soltanto il ruolo (la biologa, l’antropologa, etc.) si  preparar a scendere in un bunker dove una scala a chiocciola scende nelle profondità della terra e su un muro uno strano vegetale riproduce la forma di un sermone folle e incomprensibile. E’ un inizio folgorante, dal fascino arcano che riempie di sconcerto. Ed è questo senso di alienità che porta avanti tutto il primo, per certi versi perfetto, libro della trilogia. Cento ottanta pagine di puro mistero, che ci lascia alla fine con all’incirca le stesse domande che ci ponevamo all’inizio. Ma data la storia è naturale, e poi ci sono altri due libri per chiarire.

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autoritaAutorità il secondo dei tre libri la prende più larga, siamo fuori dall’area X nell’agenzia che si occupa di studiare il fenomeno. Scopriamola donna che guidava la spedizione del primo libro, guidava anche l’agenzia. L’interim della direzione viene affidato a un esterno che nel passato si è distinto per il suo scarso rendimento. L’agenzia è di fatti fatiscente, un cimitero degli elefanti bianchi in cui nessuno investe più perché è un progetto che non pare dare alcun frutto. Vi aleggia un umanità residuale, spesso sul confine labile tra follia e sanità mentale. Cominciamo anche a sapere qualcosa di più sul passato dell’area X e forse a farci un prima idea di quello che possa essere accaduto. Il libro è cento pagine più lungo del primo, più lento, il mistero si diluisce nel profilo di personaggi (specie il protagonista) onestamente meno interessanti. Alla fine qualcosa si mette in moto, ma la noia ha già avuto il sopravvento. Comincio a sospettare la bufala.

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accettazioneAccettazione, l’ultimo libro della serie viaggia su piani temporali diversi e paralleli: presente, passato prossimo e passato remoto dell’area X si inseguono alla ricerca di una spiegazione, di una rivelazione che è sempre una pagina più avanti di noi.  La scrittura è, come per tutti e tre i libri, piacevole per la maggior parte ma malevolmente infestata di metafore stucchevoli. Nel complesso l’opera regge a fatica le sue 300 pagine e si sfilaccia, si sfalda sotto il peso della sua sovrabbondanza.  Qualcuno afferma che l’area X sia una metafora degli “insondabili abissi della mente”, qualcun altro ci vede “il nebuloso territorio della relazione tra un uomo e una donna”. Vandermeer per parte sua si guarda bene dallo spiegarci di cosa stava parlando. E tutto sommato è meglio così, perché alla fine è chiaro che l’unico finale che può spiegare qualcosa ha quell’andare metafisico che a chiusa di storia a cui la casa editrice ha cancellato dalla copertina l’etichetta “fantascienza” per non spaventare i lettori (ma che comunque quello è) lascia quasi sempre l’amaro in bocca.

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Autore: Jeff Vandermeer
Titoli: Annientamento, Autorità, Accettazione
Casa editrice: Einaudi
Prezzi: 16€, 17€, 17€

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Oggi avrei dovuto recensire una cosa diversa ma ho appena finito di leggere un libro davvero bello quindi seguirò l’impulso del “che figata pazzesca dovete comprarlo e leggerlo TUTTI”.
Si tratta dell’ultimo di Luca Tarenzi, pubblicato da Gainsworth. L’autore ne ha parlato come di “un romanzo abbastanza breve” e “per ragazzi” e questo abbinamento di termini mi ha fatto propendere per l’acquisto in formato e-book. Cosa di cui mi sono pentita, perché questo è un libro che meritava assolutamente la versione cartacea (fra l’altro fighissima anch’essa, ma purtroppo l’ho vista troppo tardi).
Si chiama “Di metallo e stelle. L’apprendista di Leonardo” ed è un romanzo fantasy con ambientazione storica, per la precisione il Castello Sforzesco a Milano di Ludovico il Moro.
L’ho comprato perché mi piacciono i romanzi storici e le contaminazioni fra generi, perché Leonardo da Vinci è uno dei miei personaggi storici preferiti in assoluto e perché conosco e apprezzo Tarenzi come autore.

Ma la domanda era nell’aria. È possibile maneggiare un Leonardo da Vinci e dire ancora qualcosa di nuovo e interessante su di lui senza sporcarne il mito? E ancora, come sarà riuscita questa contaminazione storica al di fuori dell’Urban fantasy in cui di solito l’autore si muove?
La risposta è che Tarenzi ha vinto su tutti i fronti. Il lavoro che ha fatto su questi personaggi realmente vissuti, noti e meno noti, prendendoli e maneggiandoli con sicurezza e incredibile umanità, rende a mio parere questo il più bello fra i suoi libri, capace, in una scena in particolare, di farmi venire il magone come non mi succedeva da troppo tempo.

Avviso ai puntigliosi. È un romanzo fantasy, non un saggio, quindi lasciate il libro di storia sul suo scaffale e godetevi l’avventura, la vostra incredulità sospesa fino alle stelle vi ringrazierà.

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TRAMA

Milano, 1499. Il Castello Sforzesco è sotto assedio, fuori dall'esercito francese e dentro da un assassino che nessuno può vedere o fermare. La tranquilla esistenza di Giacomo, giovane apprendista di Leonardo da Vinci, viene all'improvviso sconvolta dai segreti blasfemi del suo maestro, che riportano alla luce enigmi, misteri alchemici, veleni e, soprattutto, presenze mostruose. Salvare la sua amata Cecilia dalle grinfie del Duca di Milano si trasforma in un'impresa quasi possibile di fronte alla folle missione che il caso pare avergli affidato: fermare una creatura che non dovrebbe esistere fuori dagli incubi, ma che sembra ben intenzionata a togliergli tutto ciò che ha importanza nella sua vita.

Autore: Luca Tarenzi
Titolo: Di metallo e stelle. L’apprendista di Leonardo
Casa editrice: Gainsworth
Prezzi: 3,99€ E-book, 18€ Cartaceo

DEFINITIVA Di metallo e stelle

 

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