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Era la fine di Marzo 2013 ed eravamo a Play, la fiera del gioco di Modena, a presentare il gioco di narrazione tratto da Finisterra. Io e Max coprivamo il turno della domenica e a un certo punto lui mi fa una proposta. “Ho quest’idea abbozzata per un racconto, ma secondo me ci verrebbe fuori qualcosa di più. Ti va di scriverlo assieme?”
Quando si parla di progetti “scrittorici” io non mi tiro mai indietro, ma il pensiero di lavorare su un’idea che era stata già elaborata, con personaggi già definiti, non mi convinceva del tutto. Io e Max collaboriamo da tanto tempo, ma di solito i progetti li iniziamo insieme da zero.
Il giorno dopo mi manda i suoi appunti e io trovo subito non uno ma ben tre motivi per cui DOVEVO scrivere questa storia.
Innanzitutto l’idea da cui scaturiva il racconto riguardava un rito e io sono da sempre affascinata dalle religioni. Inoltre l’unica cosa che Max aveva tracciato un po’ nel dettaglio era il personaggio di Amber, quindi rimaneva tutto lo spazio per dare forma a questo popolo, alla loro città e naturalmente al secondo protagonista. Infine, cosa che mi ha convinto del tutto, l’ambientazione mi dava l’occasione per parlare di un luogo in cui qualche anno prima avevo lasciato una consistente fetta di cuore, cioè il deserto, nel mio caso specifico quello Namibiano.
Sfogliando l’archivio di Gmail posso vedere che già in quella stessa settimana un serrato scambio di corrispondenza fece lievitare il primo foglio di appunti ad alcune pagine contenenti informazioni sui protagonisti, sugli usi e costumi del popolo di Città del Sole (persino una bozza di mappa) e sulla struttura che avremmo dato al romanzo.
Ricordo che una delle discussioni più corpose riguardò proprio quest’ultima, perché dietro al banchetto di Play era già emersa l’ombra di Murgo (che in un primo tempo si chiamava Borma).
Da lettori io e Max ci confrontiamo molto spesso ed entrambi eravamo concordi sul fatto che le lunghe saghe ci avevano un po’ stancato. Cosa ci sarebbe piaciuto leggere quindi?
E così ecco l’idea di una sorta di “collana” di romanzi brevi e autoconclusivi, di genere avventuroso, ambientati in luoghi suggestivi e con un pizzico di fantastico. I viaggi di Murgo, appunto, un esploratore con la curiosità di un antropologo in viaggio per una Terra in tutto simile alla nostra, tranne che per le pieghe in cui trovano posto proprio le nostre storie.

PLAY 2013
Foto d'archivio di quella domenica a Play

Siamo arrivati alla fine di questo 2016, non ci resta che augurarvi un fantastico 2017 ricco di magia e di buone letture!

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